{"id":3,"date":"2009-12-15T16:47:53","date_gmt":"2009-12-15T15:47:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sindacatodellefamiglie.org\/?page_id=3"},"modified":"2018-05-14T09:38:03","modified_gmt":"2018-05-14T08:38:03","slug":"lavoro-vs-famiglia","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.sindacatodellefamiglie.org\/index.php\/lavoro-vs-famiglia\/","title":{"rendered":"Lavoro e conciliazione familiare"},"content":{"rendered":"<p>LETTERA APERTA a:<\/p>\n<p>Imprenditori, Politici, Sindacalisti, Giornalisti di buona volont\u00e0&nbsp; (maschi e femmine)<\/p>\n<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Lavoro femminile: <em>Come le mamme potrebbero conciliare famiglia e lavoro<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Pochi giorni prima di lasciare il mio incarico di Direttore Generale presso una importante azienda di abbigliamento, oltre&nbsp; 1.000 dipendenti di cui due terzi donne, una giovane madre, al momento dei saluti, mi ha inviato una e-mail che fra le altre cose diceva:\u201d\u2026 <em>la ringrazio enormemente per quello che ha fatto per noi donne e soprattutto noi mamme, per averci dato la possibilit\u00e0 di continuare a sentirci realizzate come persone che lavorano e che operano all\u2019interno della societ\u00e0 e che, allo stesso tempo, si prendono cura dei propri figli e della propria famiglia \u2026\u201d&nbsp; <\/em><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Era una mamma che lavorava con un contratto di lavoro \u201c part-time.\u201d <\/span><\/p>\n<p>Da qui \u00e8 partita l\u2019idea di questa lettera aperta, che inizia con una puntualizzazione.<\/p>\n<p>Lavoro&nbsp; femminile &nbsp;pu\u00f2 voler dire::<\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>lavoro domestico<\/em><\/strong>, cio\u00e8 lavoro svolto in casa propria, dedicato alla gestione della famiglia, (marito, figli, eventuali genitori anziani, ecc.) senza corresponsione di alcuno stipendio o salario.<\/li>\n<li><strong><em>lavoro professionale<\/em><\/strong>, cio\u00e8 lavoro svolto normalmente fuori casa, in maniera autonoma o dipendente, dal quale si percepisce uno stipendio o salario.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Oggi il primo \u00e8 troppo sottovalutato, spesso svilito e poco considerato.<\/p>\n<p>Leggiamo allora due brevi citazioni.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 tratta dalla <strong>\u201cLaborem exercens<\/strong>\u201d&nbsp; &#8211; &nbsp;l\u2019Enciclica sul lavoro di Giovanni Paolo II &#8211;<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026.La vera promozione della donna esige che il lavoro sia strutturato in modo tale che essa non debba pagare la sua promozione con l\u2019abbandono della propria specificit\u00e0 a danno della famiglia, nella quale ha come madre un ruolo insostituibile.\u201d<\/em><\/p>\n<p>La seconda \u00e8 tratta dalla&nbsp; \u201c<strong>Costituzione della Repubblica Italiana\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Art.&nbsp; 37: \u201c&nbsp; La donna lavoratrice\u2026\u2026\u2026\u2026 Le condizioni di lavoro&nbsp; devono consentire l\u2019adempimento della sua essenziale funzione famigliare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione\u201d.<\/em><\/p>\n<p>In entrambi i documenti la funzione materna viene adeguatamente specificata e valorizzata.<\/p>\n<p>Come \u00e8 giusto che sia in quanto: &nbsp;<strong>I&nbsp; FIGLI&nbsp; NASCONO&nbsp; SEMPRE&nbsp; DALLE MAMME,&nbsp; SEMPRE PICCOLI&nbsp; E HANNO SEMPRE BISOGNO DELLE MAMME&nbsp; la cui presenza \u00e8 fondamentale&nbsp; ALMENO NEI LORO PRIMI &nbsp;ANNI&nbsp; DI &nbsp;VITA.<\/strong><\/p>\n<p>Non facciamo confusione, la presenza del padre non ha lo stesso significato e la stessa efficacia. Se la natura ( o Dio per chi crede)&nbsp; ha disposto le cose in questo modo noi non abbiamo il potere di&nbsp; modificarle. Facciamo solo confusione e ci facciamo del male.<\/p>\n<p>Detto questo, non possiamo per\u00f2, e non&nbsp; dobbiamo dimenticare che, motivi di: realizzazione personale, desiderio di svolgere una professione extra casalinga, condizioni economiche, ecc. possono portare la donna ad avere anche una sua attivit\u00e0 esterna. Desiderio assolutamente legittimo e degno di essere tutelato, ma come?<\/p>\n<p>A mio avviso il <strong>LAVORO PART -TIME<\/strong>&nbsp; <strong>( lavoro parziale &#8211; orario ridotto&nbsp; &#8211;<\/strong>); pu\u00f2 rappresentare &nbsp;la soluzione ideale. Avendo ben presente che &nbsp;la funzione materna e quella paterna non sono totalmente interscambiabili, ma diverse e complementari<\/p>\n<p>Un orario di lavoro modulato sulle esigenze e sugli orari della famiglia (flessibile o ridotto)&nbsp; pu\u00f2 consentire alle&nbsp; lavoratrici madri un&nbsp; adeguato e gratificante&nbsp; svolgimento delle due&nbsp; mansioni.<\/p>\n<p>Infatti, ogni volta che ho rivolto la&nbsp; domanda: \u201c Se le condizioni economiche della tua famiglia lo consentissero,&nbsp; tu: lavoreresti&nbsp; comunque, lavoreresti&nbsp; part-time, staresti a casa ? \u201d.&nbsp; Risultato: la stragrande maggioranza delle giovani madri &nbsp;(intorno all\u201980%), mi ha risposto &nbsp;che: lavorerebbe part-time. Provare per credere!<\/p>\n<p>Allora, quando si parla di rientro al lavoro dopo la maternit\u00e0, anzich\u00e9 dire:<strong>&nbsp; questo &nbsp;<span style=\"text-decoration: underline;\">o<\/span> &nbsp;quello, <\/strong>come&nbsp; troppo spesso succede, per cui molte giovani mamme sono costrette a licenziarsi, <strong>proviamo a dire: &nbsp;&nbsp;questo&nbsp;&nbsp; e&nbsp;&nbsp; quello. <\/strong><\/p>\n<p>Diamo alla lavoratrice&nbsp; <strong>MAMMA<\/strong> &nbsp;&nbsp;&nbsp;la possibilit\u00e0 di<strong> &nbsp;&nbsp;SCEGLIERE &nbsp;<\/strong>come impostare la sua nuova situazione, con questi semplici suggerimenti operativi.<\/p>\n<p><strong><em>Aiutiamo le mamme ad ottenere, quando lo richiedono, un orario di lavoro ridotto (part-time). Non&nbsp; comporta alcun costo supplementare per l\u2019azienda. Solo un po\u2019 di burocrazia.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Sollecitiamo&nbsp; gli imprenditori<\/strong> <strong>e le&nbsp; imprenditrici<\/strong> &nbsp;( spesso mamme a loro volta),&nbsp; e i dirigenti, sia privati che pubblici, sensibili al problema di cui sopra, a &nbsp;favorire e mettere in atto una seria politica aziendale di concessione dell\u2019orario <strong>PART-TIME<\/strong> per le loro \u201clavoratrici madri\u201d che ne fanno richiesta. Questo rappresenterebbe una prima applicazione concreta&nbsp; del concetto di Responsabilit\u00e0 sociale&nbsp; degli imprenditori ( o &#8211; CSR &#8211; Corporate Social Responsability, come si usa dire oggi).<\/p>\n<p><strong>I Sindacati,<\/strong> volendo, potrebbero dare una mano svolgendo una concreta azione di stimolo verso gli imprenditori un po\u2019 pigri.<\/p>\n<p><strong>Chiediamo ai politici <\/strong>di codificare per le madri il diritto di&nbsp; chiedere&nbsp; e di ottenere&nbsp; che il&nbsp; ritorno&nbsp; al lavoro possa avvenire&nbsp; con un orario&nbsp; part-time ( 4\/5\/6 ore a seconda delle esigenze), fino a quando il figlio pi\u00f9 piccolo non raggiunga almeno i 6 anni .<\/p>\n<p><strong>Chiediamo anche, se possibile, <\/strong>l\u2019erogazione di &nbsp;un \u201cbonus\u201d, sia alle aziende che concedono alle mamme l\u2019orario part-time, sia alle mamme che lo richiedono. Basta modificare&nbsp; la&nbsp; Legge n. 53 del 8 marzo 2000, che non ha funzionato e sulla quale ci sono fondi disponibili inutilizzati.<\/p>\n<p><strong>Le Regioni hanno fondi a disposizione<\/strong> per la conciliazione dei tempi di lavoro, potrebbero benissimo anzich\u00e9 pensare solo a costruire e gestire&nbsp; asili nido, certamente costosi,&nbsp; concedere contributi alle mamme e alle aziende che optano per un lavoro part \u2013 time<span style=\"text-decoration: underline;\">.<\/span><\/p>\n<p>A proposito di asili nido, teniamo presente che le &nbsp;\u201ccoccole\u201d di una inserviente, anche se brava, non sono neppure lontane parenti di quelle di una mamma.<\/p>\n<p>Da ultimo, teniamo presente che<\/p>\n<p><strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Un&nbsp; solo contratto \u201cpart-time\u201d fa&nbsp; felici&nbsp; QUATTRO&nbsp; persone:<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p>&#8211; una <em>madre<\/em> che pu\u00f2 dedicare pi\u00f9 tempo a suo figlio, che \u00e8 la cosa che certamente desidera di pi\u00f9,<\/p>\n<p>&#8211; un <em>figlio\/a <\/em>&nbsp;che pu\u00f2 stare con sua madre, che per lui \u00e8 la persona pi\u00f9 importante in assoluto,<\/p>\n<p>&#8211; una <em>disoccupata <\/em>che potrebbe essere assunta, per coprire lo spazio lasciato libero dalla riduzione dell\u2019orario di lavoro della lavoratrice madre.<\/p>\n<p>&#8211; un <em>marito,<\/em> che rientrando trova a casa una moglie pi\u00f9 serena. N\u00e9 arrabbiata e delusa perch\u00e9 ha dovuto licenziarsi per potere stare un po\u2019 con suo figlio, n\u00e9 sovraffaticata, perch\u00e9 lavorare 8 ore poi&nbsp; arrivare di corsa a casa e ricominciare, \u00e8 oltremodo stancante.<\/p>\n<p>Oggi si parla molto di <em>sussidiariet\u00e0.<\/em> Il part-time \u00e8 la sussidiariet\u00e0 all\u2019opera: facciamo fare agli individui (in questo caso le mamme) quello che vogliono e possono fare da soli, e magari aiutiamoli. Le Istituzioni intervegano dopo, se e quando le singole persone non ce la fanno da sole. Nei periodi di crisi, come oggi,.si possono <strong>fare felici le mamme e creare posti di lavoro<\/strong> o evitare licenziamenti. Sono considerazioni da non sottovalutare.<\/p>\n<p>Gianfranco Vanzini<\/p>\n<p>Via Indipendenza, 16<\/p>\n<p>47841 Cattolica (Rn)<\/p>\n<p>339.3034210<\/p>\n<p><a href=\"mailto:francovanzini@alice.it\">francovanzini@alice.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LETTERA APERTA a: Imprenditori, Politici, Sindacalisti, Giornalisti di buona volont\u00e0&nbsp; (maschi e femmine) &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Lavoro femminile: Come le mamme potrebbero conciliare famiglia e lavoro Pochi giorni prima di lasciare il mio incarico di Direttore Generale presso una importante azienda di abbigliamento, oltre&nbsp; 1.000 dipendenti di cui due terzi donne, una giovane madre, al momento dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.sindacatodellefamiglie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.sindacatodellefamiglie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.sindacatodellefamiglie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sindacatodellefamiglie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sindacatodellefamiglie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3"}],"version-history":[{"count":34,"href":"http:\/\/www.sindacatodellefamiglie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2142,"href":"http:\/\/www.sindacatodellefamiglie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3\/revisions\/2142"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.sindacatodellefamiglie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}