{"id":382,"date":"2010-09-12T02:42:24","date_gmt":"2010-09-12T01:42:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sindacatodellefamiglie.org\/?page_id=382"},"modified":"2011-07-28T23:19:46","modified_gmt":"2011-07-28T22:19:46","slug":"intervento-del-sidef-al-meeting-di-rimini","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.sindacatodellefamiglie.org\/index.php\/fisco\/intervento-del-sidef-al-meeting-di-rimini\/","title":{"rendered":"Intervento del Sidef al Meeting di Rimini"},"content":{"rendered":"<p>Al Meeting di Rimini, la nostra presidente, Dott.ssa Caterina Tartaglione, ha partecipato come relatrice all&#8217;incontro del 27 agosto &#8220;<a href=\"http:\/\/www.sindacatodellefamiglie.org\/wp-admin\/?id=673&amp;item=5131\">QUALE POLITICA PER LA FAMIGLIA? Le prospettive del welfare locale<\/a>&#8221;<\/p>\n<p>di seguito riportiamo l&#8217;intervento in versione integrale:<\/p>\n<p><strong>Quale politica per la famiglia? La prospettiva del welfare locale. Cosa chiedono le famiglie al sistema di welfare in generale e al welfare locale in particolare? <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Ringrazio GLI ORGANIZZATORI DELL\u2019INCONTRO perch\u00e9 le domande contenute nel\u00a0 titolo sono\u00a0 le stesse che animano e orientano l\u2019esperienza del Sindacato delle Famiglie fin dalle origini, nel\u00a0\u00a0 1982, e sono diventate elemento di stimolo\u00a0 nel clima di indifferenza e individualismo dilaganti. Nel mio intervento toccher\u00f2 tre punti:<\/p>\n<p><strong>Primo<\/strong> <strong>punto<\/strong>: l\u2019urgenza di attuare reali politiche per rivitalizzare quell\u2019istituzione che \u00e8 insostituibile: la famiglia .<\/p>\n<p><strong>Secondo<\/strong> <strong>punto<\/strong>: la necessit\u00e0 di una politica di investimento e l\u2019applicazione di una logica sussidiaria che, secondo noi, deve dettare l\u2019azione degli enti locali .<\/p>\n<p><strong>Terzo punto<\/strong>: obiettivi e alcune proposte concrete \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>1)Primo: <\/strong><strong>Perch\u00e9 una politica per la famiglia?<\/strong><\/p>\n<p>Il titolo di questo Meeting ci richiama al cuore e al di l\u00e0 di tante definizioni di famiglia che ci possono vedere pi\u00f9 o meno concordi, \u00e8 indubbio che il cuore dell\u2019uomo ha bisogno, per crescere, di una dimora, di un luogo fatto di rapporti cio\u00e8 di qualcuno che curi ed educhi la sua piena realizzazione. Questo luogo, che viene prima di ogni altro \u00e8 la famiglia, che determina non soltanto il volto di chi la compone, ma dell\u2019intera societ\u00e0. Per questo \u00e8 considerato a pieno titolo un soggetto sociale che, come ha indicato Giovanni Paolo II \u201cdeve assumersi la responsabilit\u00e0 di trasformare la societ\u00e0\u201d. Come? Avendo il coraggio di difendere questi riferimenti in pubblico, ovvero associandosi , cos\u00ec come ci sollecit\u00f2 Don Giussani per non essere snaturata e schiacciata da ogni forma di potere.<\/p>\n<p>Nonostante la famiglia sia un soggetto decisivo per la vita economica e istituzionale del nostro paese, ad oggi non ha ancora trovato una adeguata attenzione. \u00a0Solo ultimamente nel \u201cLibro Bianco\u201d del Ministro Sacconi c\u2019\u00e8 un accenno esplicito del \u201cvalore sociale aggiunto\u201d generato dalla famiglia \u201cper effetto dell\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 pubblica che consegue al matrimonio e alla stabilit\u00e0 degli affetti\u201d. Tuttavia nei fatti manca quel salto di qualit\u00e0 nell\u2019agenda politica che decida veramente di investire su di essa con l\u2019attuazione di leggi adeguate.\u00a0<\/p>\n<p>Parlare oggi di famiglie, in piena crisi economica \u00e8 sicuramente molto difficile. I dati Istat2009 assomigliano a dei bollettini di guerra e descrivono la crisi meglio di tanti discorsi. Ma \u00e8 unanime il riconoscimento del ruolo di coesione sociale e di ammortizzatore esercitato dalla famiglia grazie alla quale, nonostante il clima culturale ostile, la situazione italiana \u00e8 migliore rispetto ad altre nazioni europee.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 allora, conviene, anche da un punto di vista economico, scegliere la famiglia?<\/p>\n<p>Il Prof. Heckman, premio Nobel per l\u2019economia, ha dimostrato che se si vuole ottenere e mantenere lo sviluppo umano, sociale ed economico, il primo soggetto da cui partire \u00e8, appunto, la famiglia. Al proprio interno si alimentano fiducia, perseveranza, propensione al rischio, collaborazione e autocontrollo, fattori che hanno effetto domino positivo sul rendimento scolastico, sulla salute, criminalit\u00e0\u2026in una parola: sviluppo sociale, scientificamente e statisticamente provato. L\u00e0 dove la famiglia si disgrega (le ultime statistiche parlano di un aumento dei divorzi del 100% dal 1995 ad oggi) non si produce pi\u00f9 ricchezza ma povert\u00e0 e desolazione.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>)Da ci\u00f2 consegue quanto sia necessaria una politica di investimento: non si tratta cio\u00e8 di intervenire solo sui bisogni con logiche una tantum, ma di promuovere nel lungo periodo idee, responsabilit\u00e0 e risorse tese a valorizzare ci\u00f2 che nasce dalla creativit\u00e0\u00a0 della societ\u00e0.<\/p>\n<p>La famiglia non \u00e8 una scelta scontata: le amministrazioni comunali e regionali infatti\u00a0 devono decidere ,con intenzionalit\u00e0 etica, se vogliono sostenere un welfare basato sull\u2019individuo staccato dai suoi rapporti e perci\u00f2 settoriale o puntare ad un \u201cwelfare relazionale\u201d\u00a0 considerando la persona parte di un sistema di relazioni pi\u00f9 complesso. Di conseguenza non una politica per la donna, l\u2019anziano , il bambino come fossero entit\u00e0 separate ma trattando le singole condizioni dentro le \u201crelazioni familiari\u201d. Questa sfida a far crescere le relazioni tra persone, tra famiglie, tra enti, tra realt\u00e0 non profit \u00e8 la sfida della cultura contemporanea e investe ogni settore della vita sociale.<\/p>\n<p>Come procedere? Avviando politiche familiari degne di questo nome ,cio\u00e8 mettendo in pratica il principio di sussidiariet\u00e0 ovvero attuando alcuni interventi in modo da non sostituire ma sostenere e potenziare le funzioni proprie ed autonome delle famiglie.<\/p>\n<p>Concretamente: procreazione, educazione, cura della persona sono i compiti essenziali della famiglia. Oggi chi mette al mondo i figli diventa pi\u00f9 povero e la procreazione \u00e8, paradossalmente, un lusso per pochi. La cura non \u00e8 riconosciuta anche se il 90% degli anziani e delle persone disabili vive in famiglia. Nel campo educativo non esiste la libert\u00e0 di scelta a meno che la famiglia non sia disposta ad enormi sacrifici.<\/p>\n<p>L\u2019assurdo \u00e8 che le famiglie sono sussidiarie allo stato che risparmia cos\u00ec sei miliardi di euro all\u2019anno, essendo un milione gli studenti iscritti alle scuole paritarie. E non solo queste spese non sono detraibili ma il fisco le valuta come parametro di ricchezza per il redditometro cio\u00e8 come una ricchezza privata e non una risorsa a disposizione per tutta la societ\u00e0.<\/p>\n<p>Sono convinta che di fronte ad un attacco cos\u00ec evidente come quello attuale che tenta di ridurre la famiglia alla sfera privata, alle scelte personali l\u2019unica possibilit\u00e0 per chi come noi ha a cuore la famiglia, \u00e8 ripartire invece dalla ricchezza di questa esperienza che diventa compagnia di famiglie, capace di essere interlocutore autorevole nei confronti delle istituzioni.<\/p>\n<p>Ho in mente alcuni esempi: primo fra tutti il lavoro fatto dal Sidef in collaborazione con la Regione Lombardia che ha portato alla stesura della legge 23\/99 per la famiglia, considerata a tutt\u2019oggi tra le pi\u00f9 avanzate in tema di sussidiariet\u00e0 e di valorizzazione dell\u2019associazionismo. Altri esempi che vengono dal lavoro delle sedi locali del Sidef; gli amici di <strong>Catania<\/strong> portano a casa di alcune famiglie disagiate pacchi con generi alimentari; da qui \u00e8 nata un\u2019 amicizia che le sostiene anche nella ricerca del lavoro, nell\u2019aiuto ai figli,\u00a0 <strong>a Varese<\/strong>\u00a0 siamo svolgendo un progetto in rete con i servizi sociali territoriali in cui si sperimentano forme di integrazione tra donne italiane ed extracomunitarie di religione diversa impegnate nel lavoro sartoriale. A <strong>Reggio Emilia<\/strong> in collaborazione con il Provveditorato agli studi abbiamo proposto un percorso di aiuto alla genitorialit\u00e0; <strong>a Milano<\/strong> sosteniamo nello studio bambini dislessici insieme alle loro famiglie ; a<strong> Pesaro <\/strong>abbiamo attivato uno sportello famiglia in cui vari professionisti (legali ,psicologo, ginecologo) prestano gratuitamente la loro opera per rispondere ai bisogni concreti delle famiglie. \u00a0E\u2019cos\u00ec che nasce anche tutta un\u2019azione inimmaginabile a partire da poche risorse ma che ha un effetto moltiplicatore come \u00e8 stato nel 2005 quando dal Sidef di <strong>Udine<\/strong> \u00e8 partita una raccolta di firme tramite cartoline (alla giunta regionale ne sono arrivate oltre 15.000) per impedire una riduzione del contributo concesso alle famiglie che sceglievano la scuola paritaria e l\u00ec abbiamo raggiunto l\u2019obiettivo.<\/p>\n<p><strong>3)<\/strong> <strong>Proposte concrete.<\/strong><\/p>\n<p>Due sono gli obiettivi pi\u00f9 urgenti: la scelta strutturale per un fisco a misura di famiglia ed una reale conciliazione famiglia-lavoro.<\/p>\n<p>a)Il nostro sistema fiscale \u00e8 profondamente iniquo nei confronti delle famiglie con figli, che vengono penalizzate gravemente da un prelievo che non riconosce i carichi familiari, se non in maniera ridicola . <strong><\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 inammissibile che una famiglia con 4 persone (madre ,padre ,2 figli e un\u00a0 reddito di 25.000 euro) in Francia paghi 52 euro di Irpef e in Italia 1.750! Da noi tutto si pu\u00f2 dedurre indipendentemente dal reddito (rottamazione delle auto, moto ,ristrutturazioni ecc). <strong>Perch\u00e9 non succede cos\u00ec per i figli<\/strong>? E\u2019 dai primi anni della nostra attivit\u00e0 che chiediamo un sistema di deduzione dal reddito, pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico (\u2026Bif che noi abbiamo promosso). Un sistema fiscale equo dovrebbe essere impostato su forme di risparmio e non su forme di erogazione pi\u00f9 o meno assistenziali (tipo assegni, bonus e quant\u2019altro). Sussidiariet\u00e0 vuol dire,in questo caso, chiedere di poter essere noi i titolari delle nostre scelte e delle risposte ai nostri bisogni, basta che ci vengano lasciate \u00a0le risorse! In ogni caso o con il sistema delle deduzioni, o con il quoziente familiare, o con un aumento considerevole delle detrazioni, l\u2019importante \u00e8 che si giunga ad una equit\u00e0 orizzontale del prelievo fiscale cio\u00e8 che a parit\u00e0 di reddito chi ha figli da mantenere non debba pagare le stesse tasse di chi non ne ha!<\/p>\n<p><strong>b<\/strong>)Secondo obiettivo \u00e8 la <strong>conciliazione dei tempi famiglia\/lavoro<\/strong>.\u00a0 Le politiche per la conciliazione sono concepite come adattamento della famiglia alle esigenze del mercato del lavoro,costringendo la stessa a piegarsi alle sue regole. L\u2019occupazione dovrebbe essere pensata tenendo in considerazione anche gli impegni legati alla famiglia e non viceversa, una reale libert\u00e0 di scelta della donna ovvero una \u201cflessibilit\u00e0 a misura di famiglia\u201d, part time, congedi parentali, maternit\u00e0, sostegno alla genitorialit\u00e0.ecc<\/p>\n<p>Oggi per molte famiglie a basso reddito l\u2019astensione facoltativa dal lavoro a seguito della maternit\u00e0 (4 \/12 mesi del bambino) \u00e8 del tutto illusorio, stante la significativa decurtazione dello stipendio (70% in meno ,contro il 30- 40% di altri paesi europei). A questa famiglie \u00e8 negata una libert\u00e0 di scelta tra due diritti concomitanti: lavoro e cura del figlio .<\/p>\n<p>Veniamo alle proposte.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Attualmente, con l\u2019aiuto di esperti del settore, stiamo studiando un modello per la\u00a0 creazione di <strong>Consorzi.<\/strong> Oggi il tema \u00e8 abbastanza sviluppato solo nelle grandi imprese, forti delle loro dimensioni e della loro maggiore capacit\u00e0 di fare economie di scala su interventi di questo genere. Tuttavia sono le piccole e medie imprese che costituiscono 95% del tessuto imprenditoriale. In questo ambito appare molto pi\u00f9 difficile svilupparsi il tema della conciliazione lavoro e famiglia, soprattutto per ragioni strutturali.<\/p>\n<p>A tal fine, pensiamo si possa operare su due livelli.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 quello della creazione di Consorzi che permettano anche alle piccole imprese di \u00a0raggiungere una massa critica che consenta loro di avviare progetti di Welfare Aziendale, rivolti ai propri dipendenti e alle loro famiglie. In tal modo si potranno avviare vari servizi (ad esempio spesa a domicilio, servizi di lavanderia in azienda, fino ad arrivare a servizi pi\u00f9 complessi quali badanti, centri diurni e asili di distretto).<\/p>\n<p>Altra ipotesi \u00e8 quella di favorire e incentivare la nascita e la creazione di cooperative che si occupino di fornire alle aziende servizi di questo tipo.<\/p>\n<p>La seconda proposta innovativa \u00e8 <strong>una \u201cVirtualizzazione dei contributi a carico dei lavoratori in funzione del numero dei figli a carico\u201d: una sorta di quoziente familiare applicato ai contributi. Cosa significa? \u00a0<\/strong>L\u2019idea consiste nel \u00a0considerare \u00a0le \u00a0funzioni \u00a0di \u00a0cura ed \u00a0educazione \u00a0dei \u00a0figli, \u00a0e degli \u00a0altri familiari \u00a0non \u00a0autosufficienti \u00a0a \u00a0carico, \u00a0come \u00a0attivit\u00e0 sociale \u00a0svolta \u00a0dal lavoratore, \u00a0cui \u00a0 \u00a0far \u00a0conseguire \u00a0una \u00a0riduzione \u00a0dei \u00a0contributi \u00a0INPS versati come nel caso delle\u00a0 assunzioni agevolate \u00a0degli \u00a0apprendisti ed il lavoratore riceverebbe una maggior retribuzione netta senza incidere sulle prestazioni pensionistiche future<\/p>\n<p>Ultima proposta \u00e8 la <strong>Fiscalizzazione \u00a0integrale \u00a0 delle \u00a0 somme \u00a0 erogate \u00a0 per \u00a0il \u00a0 sostegno ad asili \u00a0nido \u00a0aziendali<\/strong>\/di \u00a0distretto \u00a0e \u00a0di \u00a0iniziative \u00a0di \u00a0aiuto \u00a0allo \u00a0studio \u00a0e di \u00a0cura \u00a0dei \u00a0minori e degli \u00a0adulti \u00a0non \u00a0autosufficienti.<\/p>\n<p><strong>Concludo<\/strong>.\u201cRipartire dalla famiglia \u201cnon pu\u00f2 essere solo lo slogan da campagna elettorale, ma \u00e8 la responsabilit\u00e0 che ogni famiglia deve riprendersi. Solo a partire da una presenza reale, da fatti sociali, prodotti direttamente dalle famiglie associate sar\u00e0 possibile esigere una reale cittadinanza della famiglia\u201d ,punto di speranza per tutti. E\u2019 da un tessuto cos\u00ec vitale\u00a0 che rinasce una coscienza capace di proposte innovative. Come Sidef ,insieme alle altre associazioni del Forum delle famiglie, garantiamo la nostra piena collaborazione e disponibilit\u00e0 a lavorare insieme a quelle amministrazioni virtuose comunali, provinciali e regionali, mettendo a disposizione le nostre conoscenze e competenze ,risultato di tanti anni di lavoro a favore delle famiglie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al Meeting di Rimini, la nostra presidente, Dott.ssa Caterina Tartaglione, ha partecipato come relatrice all&#8217;incontro del 27 agosto &#8220;QUALE POLITICA PER LA FAMIGLIA? 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