Via Macedonio Melloni, 27 - 20129 Milano - Tel. 02.70006174 - Fax 02.70006349          sidef@

Home chi siamo I nostri corsi quaderni sidef Le nostre sedi

 

La nostra rubrica su tracce 2007

ANNO 2007
 
Gennaio

Cosa significa essere famiglia

 

Marzo

La prima sfida della famiglia: l’educazione

 

Aprile Numero speciale la Famiglia

 

Maggio Conferenza nazionale
delle famiglie

 

Giugno Tracce Marzo 2007

 

Luglio

Agosto

Primo bilancio

 

Ottobre Una firma per cambiare il fisco

 

Novembre

mobilitazione in arrivo

 

Dicembre

lavori in corso

ANNO 2006

ANNO 2008
 


tracce

 

p

 

 

 

 

Tracce Dicembre 2007  Ri-conoscere la famiglia
L’occasione per riparlare della famiglia è venuta dall’annuale mostra bibliografica che la biblioteca civica di Renate organizza in questo periodo. Quale miglior contenitore del tema “Vivere la Costituzione” per proporre l’argomento “famiglia”. La famiglia non è forse uno dei cardini su cui si fonda la nostra Costituzione? È seguito un progetto articolato nel quale hanno trovato posto tre iniziative, rivolte non solo agli adulti, ma anche ai bambini. Per iniziare, un incontro con Francesco Belletti, direttore del Cisf (Centro internazionale studi famiglia), dal titolo “Mai parlato così tanto della famiglia”; cui seguiranno un laboratorio per bambini della scuola primaria insieme ai genitori su “La famiglia dei media” e una conferenza (“Società italiana e famiglia”) con Gianna Savaris, membro del direttivo del Sidef e del Forum delle associazioni familiari. Il primo incontro, svoltosi il 15 novembre, ha preso spunto da alcune recenti pubblicazioni del Cisf. Nel suo intervento, Belletti ha spiegato che“Ri-conoscere la famiglia” - titolo del decimo rapporto Cisf (vedi articolo a p. 34) -significa, innanzitutto, dire nuovamente che cos’è la famiglia, nel momento della sua formazione accompagnando la coppia. Ma non solo: vuole dire anche ascoltare e dare voce alle famiglie per coglierne i bisogni e le sue priorità. Riconoscere la famiglia: non come fatto privato, ma come fatto pubblico, perché essa è un luogo sociale che ha a che fare con il bene pubblico, come è indicato dagli articoli 29, 30 e 31 della legge costituzionale.
Quindi riconoscere la famiglia è riconoscere la cittadinanza della famiglia, il cui fondamento è dalla Costituzione indicato nel matrimonio, un atto pubblico che fa del patto interno alla coppia un patto esplicito col sociale e così fonda la sua funzione nella società. Al contrario un’idea privata di famiglia, ridotta a fatto sentimentale, senza assunzione di responsabilità, nega la cittadinanza della famiglia e nega la sua cooperazione al bene comune.
www.sindacatodellefamiglie.org 

 Tracce Novembre 2007 La Finanziaria delle promesse mancate
Quella che il Governo ha presentato per la famiglia è la “Finanziaria delle promesse mancate” perché le istanze sollevate dal grande e pacifico raduno del 12 maggio non hanno ricevuto nessuna attenzione.
Alla domanda di “buona politica e di interventi audaci” a favore delle famiglie non sono state date risposte concrete. Non possono certo essere considerati una provvidenza per la famiglia gli sgravi sull’Ici, indifferenziati nella loro applicazione e calcolati sui metri quadrati invece che sul numero di persone che su quei metri quadrati vivono. Anche l’una tantum di 150 euro per i membri delle famiglie con reddito inferiore
ai 7.500 euro è il tipico intervento che ha i caratteri dell’assistenzialismo, se non addirittura dell’elemosina. Sono così svaniti i 2.500 euro per ogni bambino sotto i tre anni promessi in campagna elettorale, confermati nella Conferenza nazionale sulla famiglia e recentemente ribaditi dal ministro Rosi Bindi. Si trattava ancora di misure non certo risolutive, ma che avrebbero indicato almeno una sensibilità nei confronti della famiglia; sarebbero stati segnali di apprezzamento e di equità. Non si possono spacciare per politiche familiari provvedimenti che riguardano altro; quello che si può e si deve fare è già stato sperimentato. In tutta Europa, infatti, le politiche familiari si muovono principalmente in due direzioni: prima di tutto devono avere effetti sulla natalità. Il crollo demografico italiano dovrebbe costituire la prima vera preoccupazione, molto più del deficit dei conti pubblici. In secondo luogo devono produrre equità fiscale per le famiglie in modo che, a parità di reddito, chi ha figli goda di consistenti vantaggi fiscali rispetto a chi non ne ha. Per questo il Sidef, insieme con molte delle associazioni del Family Day, intende mobilitarsi perché si apportino modifiche e integrazioni alla legge per costruire un welfare finalmente a misura di famiglia. Chiediamo a tutti di sostenere il nostro lavoro con l’iscrizione all’associazione: mai come oggi è importante essere una presenza con una rilevanza anche dal punto di vista numerico. La quota annuale di iscrizione è di 20 euro, da inviare tramite c/c postale n. 24403206 intestato a Sindacato delle famiglie, via M. Melloni 27, 20129 Milano.

Tracce Ottobre 2007 La prima grande sfida che attende il Sidef ha preso avvio dall’incontro che l’associazione ha proposto durante il Meeting di Rimini dal titolo: “Famiglia e fisco: una soggettività negata”.
Il professor Luca Antonini, docente di Diritto costituzionale all’Università di Padova, ha ricordato che «lo Stato, con un’elevata imposizione fiscale, priva il cittadino dei mezzi necessari per le sue spese inevitabili, dal mantenimento all’educazione dei figli, salvo poi riconoscergli detrazioni o sussidi».
L’avvocato Andrea Speciale, presidente del Forum delle associazioni familiari delle Marche, ha sottolineato: «Perché opera così? Perché solo in questo modo può giustificare i suoi apparati e le sue strutture. Toglie i soldi alle famiglie e li restituisce obbligandole a fruire dei servizi che decide lui».
«In Italia - ha precisato la dottoressa Caterina Tartaglione, presidente del Sidef - occorre dunque una nuova proposta. Come quella elaborata diversi anni fa dal compianto professor Marco Martini con il Sindacato delle famiglie e che prende il nome di “basic income familiare”».
In questo modo il reddito imponibile si calcola sottraendo al reddito percepito il reddito minimo necessario per il mantenimento dei componenti del nucleo familiare. Questo minimo viene individuato con il “minimo vitale di sopravvivenza” che presiede la politica dei trasferimenti pubblici e viene calcolato annualmente: attualmente si aggira sui 540 euro mensili. Sul reddito imponibile così calcolato, dopo aver sottratto le eventuali altre deduzioni previste, si applicano le aliquote progressive.
Questa proposta potrà avere una reale possibilità di ascolto e applicazione solo se sarà supportata dal consenso delle famiglie, che potrà esprimersi ed essere incidente attraverso la sottoscrizione di una petizione popolare nazionale su: “Fisco a misura di famiglia” di cui il Sidef si sta facendo promotore. È importante perciò sapere cosa ne pensano le famiglie, per questo chiediamo il vostro parere. Scrivete a: sidef@sindacatodellefamiglie.it

Tracce Luglio/Agosto 2007 A conclusione della conferenza di Firenze, cui ha partecipato anche il Sidef, si può tentare un primo bilancio. Un’occasione per parlare di famiglia a 360 gradi e per verificare il ritardo assoluto con cui l’Italia affronta il problema. Forte è stata la partecipazione di amministratori, di uomini politici, del mondo accademico e certo è un dato positivo che si siano potuti affrontare tanti temi di natura politica, sociale ed economica. Contemporaneamente, però, ci sembra ancora che l’approccio al “sistema famigliaâ€, soprattutto da parte degli esponenti delle istituzioni, risenta di una logica settoriale dove viene prestata maggiore attenzione ai singoli membri della famiglia, donne, bambini, anziani, che alla relazione familiare. La famiglia è considerata una realtà fragile, bisognosa, percepita nei suoi limiti più che nelle sue risorse e potenzialità. L’apporto poi delle associazioni, frutto di impegno e lavoro comune, rifluito in gran parte nel Forum nazionale e nei Forum regionali, non ha trovato la considerazione che ci si aspettava. L’associazionismo familiare invece va promosso con maggiore decisione se si vogliono attuare politiche “con le famiglieâ€, non solo assistenziali e quindi marginali. Su un tema centrale come la fiscalità non abbiamo verificato nessun passo in avanti. Ancora, la ricchezza di una famiglia sembra essere determinata solo dal reddito e non dal numero delle persone che con quel reddito vivono, ed è ancora un’ottica assistenzialistica quella che sceglie le erogazioni o gli assegni invece che investire sul risparmio fiscale. Un altro argomento fondamentale come la libertà di scelta educativa e la parità scolastica non è stato nemmeno preso in considerazione e dibattuto. Vedremo quindi nei prossimi mesi se dalla conferenza di Firenze potrà nascere un lavoro di confronto serio, sia a livello locale che nazionale, che sappia ripartire dalla considerazione della famiglia come soggetto non più da assistere ma da promuovere, che sappia quindi intraprendere scelte più coraggiose e determinate in termini di fiscalità, educazione e lavoro.

Tracce Giugno 2007  Il 3 maggio più di trecento persone sono accorse all’Auditorium Flaiano di Pescara per partecipare all’ incontro di presentazione del Family Day. Sul palco ospiti: Caterina Tartaglione presidente del Sindacato delle famiglie, Andrea Speciale, avvocato e presidente del Forum delle famiglie Marche ed Eugenia Roccella una dei portavoce del Family Day. Caterina Tartaglione ha spiegato come l’unione stabile e duratura di un uomo e una donna aperta alla procreazione sia un’esperienza universale. Ha poi concluso dicendo: «L’unica possibilità è ripartire dalla ricchezza dell’esperienza, riproponendo la compagnia tra famiglie, cioè un popolo, capace di essere soggetto interlocutore delle istituzioni. Questo è il positivo che è emerso negli ultimi mesi in cui tanti del Sidef si sono impegnati in incontri e dibattiti per sostenere l’iniziativa del Family Day». Ha fatto seguito l’intervento dell’avvocato Andrea Speciale, per il quale «di famiglia si parla in tanti articoli della Costituzione», dove emerge che il punto centrale non è solo la persona ma la stessa famiglia, i cui diritti in molti casi prevalgono su quelli del singolo. Eugenia Roccella, infine, ha spiegato che «l’attacco alla famiglia è solo l’ultimo, in ordine di tempo, delle minacce alla persona umana. C’è in atto un’offensiva a livello internazionale, che mira a una rivoluzione antropologica dove niente ha più valore, dove l’uomo è privato di relazioni e di personalità: una vera e spaventosa regressione». A quanti chiedono di adeguare l’Italia “fanalino di coda” dei diritti civili al resto d’Europa, la Roccella risponde di «andare a vedere cosa succede davvero in questi Paesi dove le coppie di fatto sono riconosciute sin dagli anni Novanta: quasi metà delle famiglie sono monoparentali, le madri allevano i loro figli senza la figura del padre accanto, e il disfacimento della società è a livelli inimmaginabili: l’Italia può e deve diventare un’avanguardia contro una deriva che porterà alla distruzione dell’uomo e della società».

 Tracce Maggio 2007Il Governo ha promosso la Conferenza Nazionale delle Famiglie, che si terrà a Firenze il 24, 25, 26 maggio 2007. Vuole essere un momento istituzionale di confronto e dialogo con i diversi attori nazionali ed europei impegnati sulle politiche familiari. Il Sidef ha sottolineato i principi che dovrebbero guidare delle reali politiche familiari in grado di rilanciare la famiglia come soggetto di sviluppo sociale. Per troppo tempo la famiglia è rimasta la grande assente nel dibattito sul futuro del nostro Paese. Devono essere misure a carattere distintivo rispetto ad altri tipi di politiche e cioè politiche specifiche per la famiglia, con criteri atti a promuoverla e a sostenerla nei suoi compiti secondo il principio di sussidiarietà. Solo adottando politiche tendenzialmente universali, promozionali e distintive si potrà intervenire efficacemente su tre priorità da affrontare con urgenza. La prima è la preoccupante denatalità che affligge il nostro Paese: il tasso di fertilità è inferiore alla soglia del ricambio generazionale e il fatto di non mettere al mondo tutti i figli che si desiderano è segno dei molteplici ostacoli che non incentivano la maternità. È necessario intervenire favorendo l’occupazione femminile, i congedi parentali, la parità di retribuzione, la flessibilità, il part-time e incrementare le strutture per accogliere i bambini, quando i genitori lavorano. L’altro aspetto da affrontare è quello dell’equità fiscale. Va finalmente introdotto un sistema basato non solo sull’equità verticale, ma anche su quella orizzontale per cui, a parità di reddito, chi ha figli da mantenere non può e non deve pagare la stessa quantità di tasse di chi non ne ha. Il terzo punto riguarda, da parte di chi governa, una vera attenzione alla libertà di educazione, mettendo le famiglie in condizioni di poter effettuare una scelta del progetto educativo per i propri figli, anche sotto l’aspetto finanziario.

Tracce Marzo 2007 Questo il titolo dell’incontro svoltosi il 7 febbraio a Pesaro, che ha visto come relatore monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro. Erano presenti, oltre al Presidente del Sidef, all’Arcivescovo e al Sindaco di Pesaro, numerose autorità cittadine e un folto pubblico. «Da che cosa oggi la famiglia è più pesantemente minacciata?» si è domandato in apertura monsignor Luigi Negri. Nell’Evangelium vitae di Giovanni Paolo II si può trovare un’indicazione di risposta: «Dalla “cultura della morte”». Essa è radicata su un fondamento falso: la realtà è data all’uomo perché l’uomo eserciti il suo potere su di essa e cioè la organizzi e manipoli per realizzare il proprio “benessere”. Questa concezione individualistica dell’uomo è “mortifera” perché minaccia ogni rapporto di solidarietà. Minaccia anche la famiglia, prima forma di solidarietà sociale: in quest’ottica, infatti, la famiglia vale finché garantisce un certo benessere.Occorre allora contrapporre alla cultura della morte la cultura della vita, alla cultura dell’“individuo” la cultura della “persona”: di un uomo cioè che si concepisca non come potere sulla realtà, ma come “mistero” dentro la realtà e guardi l’altro come compagno di strada carico della stessa domanda di felicità. Sposarsi o convivere. Considerare la paternità e la maternità come vertice della famiglia oppure considerare la convivenza come bastante a se stessa, perché gratificante sul piano affettivo e sessuale. Considerare i figli come domanda “religiosa” di senso oppure guardarli come “individui” a cui garantire un benessere. Queste non sono scelte casuali: vi è in gioco una cultura della vita o della morte. Ma chi educa la famiglia a educare?Rispondendo a questa domanda, monsignor Negri ha sottolineato la necessità, soprattutto da parte della Chiesa, di fare compagnia in particolar modo ai giovani genitori, creando luoghi associativi e comunitari capaci di infrangere quelle condizioni di solitudine che rendono oggi le famiglie tanto vulnerabili.

 Tracce Gennaio 2007Martedì 21 novembre il Sidef di Pescara ha organizzato un incontro di presentazione del libro di Vittoria Maioli Sanese Perché ti amo. La sala consiliare del Comune di Pescara era affollatissima: più di quattrocento persone, per oltre due ore e fino a tarda sera, hanno partecipano con estrema attenzione all’incontro. È stato evidente l’interesse di tutti nell’approfondire una coscienza adeguata alla vera natura del rapporto coniugale. L’autrice ha introdotto la platea in una avventura affascinante dove un io e un tu decidono di camminare insieme verso il proprio destino. Una compagnia che affonda le sue radici dentro l’essenza più profonda dell’essere umano, il cui desiderio di infinito è in particolar modo destato dalla persona amata nonostante l’esperienza del limite, della “cattiva sorte”, che tende ad affossare il rapporto amoroso attraverso reciproche accuse. Occorre invece riconoscere che la corrispondenza è data e che la promessa fatta non è una menzogna, ma la possibilità per ognuno di scoprire il proprio vero volto. I presenti sono stati spettatori di un evento realmente edificante che ha rilanciato tutti, con ancora più entusiasmo, nel lavoro che in questi anni si sta facendo, alla scoperta di cosa significhi essere famiglia, di quali siano le sue origini e le sue implicazioni all’interno della società, in un contesto culturale confuso, sempre più spesso ideologicamente ostile. La sfida è quella di partire dal bisogno di conoscenza presente in tutti gli uomini, prendendo sul serio le domande e i bisogni concreti che si incontrano nella vita coniugale e genitoriale. Le difficoltà e i problemi diventano così domande per una maggior consapevolezza e gli incontri occasioni offerte a noi e a tutti per andare più al fondo dei problemi, e per essere compagni di cammino di chiunque abbia questa esigenza di verità sulla propria vita.