ANNO 2007
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Gennaio |
Cosa significa essere famiglia |
| Marzo |
La prima sfida della famiglia:
l’educazione |
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Aprile |
Numero speciale la
Famiglia |
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Maggio |
Conferenza nazionale
delle famiglie |
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Ottobre |
Una firma per cambiare il fisco |
ANNO
2006
ANNO
2008
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Tracce
Dicembre 2007 Ri-conoscere la famiglia
L’occasione per riparlare della famiglia è venuta dall’annuale mostra
bibliografica che la biblioteca civica di Renate organizza in questo
periodo. Quale miglior contenitore del tema “Vivere la Costituzione”
per proporre l’argomento “famiglia”. La famiglia non è forse uno dei
cardini su cui si fonda la nostra Costituzione? È seguito un progetto
articolato nel quale hanno trovato posto tre iniziative, rivolte non
solo agli adulti, ma anche ai bambini. Per iniziare, un incontro con
Francesco Belletti, direttore del Cisf (Centro internazionale studi
famiglia), dal titolo “Mai parlato così tanto della famiglia”; cui
seguiranno un laboratorio per bambini della scuola primaria insieme ai
genitori su “La famiglia dei media” e una conferenza (“Società
italiana e famiglia”) con Gianna Savaris, membro del direttivo del
Sidef e del Forum delle associazioni familiari. Il primo incontro,
svoltosi il 15 novembre, ha preso spunto da alcune recenti
pubblicazioni del Cisf. Nel suo intervento, Belletti ha spiegato
che“Ri-conoscere la famiglia” - titolo del decimo rapporto Cisf (vedi
articolo a p. 34) -significa, innanzitutto, dire nuovamente che cos’è
la famiglia, nel momento della sua formazione accompagnando la coppia.
Ma non solo: vuole dire anche ascoltare e dare voce alle famiglie per
coglierne i bisogni e le sue priorità. Riconoscere la famiglia: non
come fatto privato, ma come fatto pubblico, perché essa è un luogo
sociale che ha a che fare con il bene pubblico, come è indicato dagli
articoli 29, 30 e 31 della legge costituzionale.
Quindi riconoscere la famiglia è riconoscere la cittadinanza della
famiglia, il cui fondamento è dalla Costituzione indicato nel
matrimonio, un atto pubblico che fa del patto interno alla coppia un
patto esplicito col sociale e così fonda la sua funzione nella
società. Al contrario un’idea privata di famiglia, ridotta a fatto
sentimentale, senza assunzione di responsabilità, nega la cittadinanza
della famiglia e nega la sua cooperazione al bene comune.
www.sindacatodellefamiglie.org |

Tracce
Novembre 2007 La Finanziaria delle promesse mancate
Quella che il Governo ha presentato per la famiglia è la “Finanziaria
delle promesse mancate” perché le istanze sollevate dal grande e
pacifico raduno del 12 maggio non hanno ricevuto nessuna attenzione.
Alla domanda di “buona politica e di interventi audaci” a favore delle
famiglie non sono state date risposte concrete. Non possono certo
essere considerati una provvidenza per la famiglia gli sgravi sull’Ici,
indifferenziati nella loro applicazione e calcolati sui metri quadrati
invece che sul numero di persone che su quei metri quadrati vivono.
Anche l’una tantum di 150 euro per i membri delle famiglie con reddito
inferiore
ai 7.500 euro è il tipico intervento che ha i caratteri
dell’assistenzialismo, se non addirittura dell’elemosina. Sono così
svaniti i 2.500 euro per ogni bambino sotto i tre anni promessi in
campagna elettorale, confermati nella Conferenza nazionale sulla
famiglia e recentemente ribaditi dal ministro Rosi Bindi. Si trattava
ancora di misure non certo risolutive, ma che avrebbero indicato
almeno una sensibilità nei confronti della famiglia; sarebbero stati
segnali di apprezzamento e di equità. Non si possono spacciare per
politiche familiari provvedimenti che riguardano altro; quello che si
può e si deve fare è già stato sperimentato. In tutta Europa, infatti,
le politiche familiari si muovono principalmente in due direzioni:
prima di tutto devono avere effetti sulla natalità. Il crollo
demografico italiano dovrebbe costituire la prima vera preoccupazione,
molto più del deficit dei conti pubblici. In secondo luogo devono
produrre equità fiscale per le famiglie in modo che, a parità di
reddito, chi ha figli goda di consistenti vantaggi fiscali rispetto a
chi non ne ha. Per questo il Sidef, insieme con molte delle
associazioni del Family Day, intende mobilitarsi perché si apportino
modifiche e integrazioni alla legge per costruire un welfare
finalmente a misura di famiglia. Chiediamo a tutti di sostenere il
nostro lavoro con l’iscrizione all’associazione: mai come oggi è
importante essere una presenza con una rilevanza anche dal punto di
vista numerico. La quota annuale di iscrizione è di 20 euro, da
inviare tramite c/c postale n. 24403206 intestato a Sindacato delle
famiglie, via M. Melloni 27, 20129 Milano. |

Tracce
Ottobre 2007 La prima grande sfida che attende il Sidef ha
preso avvio dall’incontro che l’associazione ha proposto durante il
Meeting di Rimini dal titolo: “Famiglia e fisco: una soggettività
negata”.
Il professor Luca Antonini, docente di Diritto costituzionale
all’Università di Padova, ha ricordato che «lo Stato, con un’elevata
imposizione fiscale, priva il cittadino dei mezzi necessari per le sue
spese inevitabili, dal mantenimento all’educazione dei figli, salvo
poi riconoscergli detrazioni o sussidi».
L’avvocato Andrea Speciale, presidente del Forum delle associazioni
familiari delle Marche, ha sottolineato: «Perché opera così? Perché
solo in questo modo può giustificare i suoi apparati e le sue
strutture. Toglie i soldi alle famiglie e li restituisce obbligandole
a fruire dei servizi che decide lui».
«In Italia - ha precisato la dottoressa Caterina Tartaglione,
presidente del Sidef - occorre dunque una nuova proposta. Come quella
elaborata diversi anni fa dal compianto professor Marco Martini con il
Sindacato delle famiglie e che prende il nome di “basic income
familiare”».
In questo modo il reddito imponibile si calcola sottraendo al reddito
percepito il reddito minimo necessario per il mantenimento dei
componenti del nucleo familiare. Questo minimo viene individuato con
il “minimo vitale di sopravvivenza” che presiede la politica dei
trasferimenti pubblici e viene calcolato annualmente: attualmente si
aggira sui 540 euro mensili. Sul reddito imponibile così calcolato,
dopo aver sottratto le eventuali altre deduzioni previste, si
applicano le aliquote progressive.
Questa proposta potrà avere una reale possibilità di ascolto e
applicazione solo se sarà supportata dal consenso delle famiglie, che
potrà esprimersi ed essere incidente attraverso la sottoscrizione di
una petizione popolare nazionale su: “Fisco a misura di famiglia” di
cui il Sidef si sta facendo promotore. È importante perciò sapere cosa
ne pensano le famiglie, per questo chiediamo il vostro parere.
Scrivete a: sidef@sindacatodellefamiglie.it |

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Tracce Luglio/Agosto 2007 A
conclusione della conferenza di Firenze, cui ha partecipato anche il
Sidef, si può tentare un primo bilancio. Un’occasione per parlare
di famiglia a 360 gradi e per verificare il ritardo assoluto con cui
l’Italia affronta il problema. Forte è stata la partecipazione di
amministratori, di uomini politici, del mondo accademico e certo è un
dato positivo che si siano potuti affrontare tanti temi di natura
politica, sociale ed economica. Contemporaneamente, però, ci sembra
ancora che l’approccio al “sistema famigliaâ€, soprattutto da
parte degli esponenti delle istituzioni, risenta di una logica
settoriale dove viene prestata maggiore attenzione ai singoli membri
della famiglia, donne, bambini, anziani, che alla relazione familiare.
La famiglia è considerata una realtà fragile, bisognosa, percepita
nei suoi limiti più che nelle sue risorse e potenzialità . L’apporto
poi delle associazioni, frutto di impegno e lavoro comune, rifluito in
gran parte nel Forum nazionale e nei Forum regionali, non ha trovato
la considerazione che ci si aspettava. L’associazionismo familiare
invece va promosso con maggiore decisione se si vogliono attuare
politiche “con le famiglieâ€, non solo assistenziali e quindi
marginali. Su un tema centrale come la fiscalità non abbiamo
verificato nessun passo in avanti. Ancora, la ricchezza di una
famiglia sembra essere determinata solo dal reddito e non dal numero
delle persone che con quel reddito vivono, ed è ancora un’ottica
assistenzialistica quella che sceglie le erogazioni o gli assegni
invece che investire sul risparmio fiscale. Un altro argomento
fondamentale come la libertà di scelta educativa e la paritÃ
scolastica non è stato nemmeno preso in considerazione e dibattuto.
Vedremo quindi nei prossimi mesi se dalla conferenza di Firenze potrÃ
nascere un lavoro di confronto serio, sia a livello locale che
nazionale, che sappia ripartire dalla considerazione della famiglia
come soggetto non più da assistere ma da promuovere, che sappia
quindi intraprendere scelte più coraggiose e determinate in termini
di fiscalità , educazione e lavoro. |

| Tracce Giugno 2007
Il 3 maggio più di trecento persone sono accorse all’Auditorium
Flaiano di Pescara per partecipare all’ incontro di presentazione del
Family Day. Sul palco ospiti: Caterina Tartaglione presidente del
Sindacato delle famiglie, Andrea Speciale, avvocato e presidente del
Forum delle famiglie Marche ed Eugenia Roccella una dei portavoce del
Family Day. Caterina Tartaglione ha spiegato come l’unione stabile e
duratura di un uomo e una donna aperta alla procreazione sia
un’esperienza universale. Ha poi concluso dicendo: «L’unica
possibilità è ripartire dalla ricchezza dell’esperienza, riproponendo
la compagnia tra famiglie, cioè un popolo, capace di essere soggetto
interlocutore delle istituzioni. Questo è il positivo che è emerso
negli ultimi mesi in cui tanti del Sidef si sono impegnati in incontri
e dibattiti per sostenere l’iniziativa del Family Day». Ha fatto
seguito l’intervento dell’avvocato Andrea Speciale, per il quale «di
famiglia si parla in tanti articoli della Costituzione», dove emerge
che il punto centrale non è solo la persona ma la stessa famiglia, i
cui diritti in molti casi prevalgono su quelli del singolo. Eugenia
Roccella, infine, ha spiegato che «l’attacco alla famiglia è solo
l’ultimo, in ordine di tempo, delle minacce alla persona umana. C’è in
atto un’offensiva a livello internazionale, che mira a una rivoluzione
antropologica dove niente ha più valore, dove l’uomo è privato di
relazioni e di personalità: una vera e spaventosa regressione». A
quanti chiedono di adeguare l’Italia “fanalino di coda” dei diritti
civili al resto d’Europa, la Roccella risponde di «andare a vedere
cosa succede davvero in questi Paesi dove le coppie di fatto sono
riconosciute sin dagli anni Novanta: quasi metà delle famiglie sono
monoparentali, le madri allevano i loro figli senza la figura del
padre accanto, e il disfacimento della società è a livelli
inimmaginabili: l’Italia può e deve diventare un’avanguardia contro
una deriva che porterà alla distruzione dell’uomo e della società».
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Tracce Maggio 2007Il
Governo ha promosso la Conferenza Nazionale delle Famiglie, che si
terrà a Firenze il 24, 25, 26 maggio 2007. Vuole essere un momento
istituzionale di confronto e dialogo con i diversi attori nazionali ed
europei impegnati sulle politiche familiari. Il Sidef ha sottolineato
i principi che dovrebbero guidare delle reali politiche familiari in
grado di rilanciare la famiglia come soggetto di sviluppo sociale. Per
troppo tempo la famiglia è rimasta la grande assente nel dibattito sul
futuro del nostro Paese. Devono essere misure a carattere distintivo
rispetto ad altri tipi di politiche e cioè politiche specifiche per la
famiglia, con criteri atti a promuoverla e a sostenerla nei suoi
compiti secondo il principio di sussidiarietà. Solo adottando
politiche tendenzialmente universali, promozionali e distintive si
potrà intervenire efficacemente su tre priorità da affrontare con
urgenza. La prima è la preoccupante denatalità che affligge il nostro
Paese: il tasso di fertilità è inferiore alla soglia del ricambio
generazionale e il fatto di non mettere al mondo tutti i figli che si
desiderano è segno dei molteplici ostacoli che non incentivano la
maternità. È necessario intervenire favorendo l’occupazione femminile,
i congedi parentali, la parità di retribuzione, la flessibilità, il
part-time e incrementare le strutture per accogliere i bambini, quando
i genitori lavorano. L’altro aspetto da affrontare è quello
dell’equità fiscale. Va finalmente introdotto un sistema basato non
solo sull’equità verticale, ma anche su quella orizzontale per cui, a
parità di reddito, chi ha figli da mantenere non può e non deve pagare
la stessa quantità di tasse di chi non ne ha. Il terzo punto riguarda,
da parte di chi governa, una vera attenzione alla libertà di
educazione, mettendo le famiglie in condizioni di poter effettuare una
scelta del progetto educativo per i propri figli, anche sotto
l’aspetto finanziario. |

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Tracce Marzo 2007 Questo
il titolo dell’incontro svoltosi il 7 febbraio a Pesaro, che ha visto
come relatore monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro.
Erano presenti, oltre al Presidente del Sidef, all’Arcivescovo e al
Sindaco di Pesaro, numerose autorità cittadine e un folto pubblico.
«Da che cosa oggi la famiglia è più pesantemente minacciata?» si è
domandato in apertura monsignor Luigi Negri. Nell’Evangelium vitae di
Giovanni Paolo II si può trovare un’indicazione di risposta: «Dalla
“cultura della morte”». Essa è radicata su un fondamento falso: la
realtà è data all’uomo perché l’uomo eserciti il suo potere su di essa
e cioè la organizzi e manipoli per realizzare il proprio “benessere”.
Questa concezione individualistica dell’uomo è “mortifera” perché
minaccia ogni rapporto di solidarietà. Minaccia anche la famiglia,
prima forma di solidarietà sociale: in quest’ottica, infatti, la
famiglia vale finché garantisce un certo benessere.Occorre allora
contrapporre alla cultura della morte la cultura della vita, alla
cultura dell’“individuo” la cultura della “persona”: di un uomo cioè
che si concepisca non come potere sulla realtà, ma come “mistero”
dentro la realtà e guardi l’altro come compagno di strada carico della
stessa domanda di felicità. Sposarsi o convivere. Considerare la
paternità e la maternità come vertice della famiglia oppure
considerare la convivenza come bastante a se stessa, perché
gratificante sul piano affettivo e sessuale. Considerare i figli come
domanda “religiosa” di senso oppure guardarli come “individui” a cui
garantire un benessere. Queste non sono scelte casuali: vi è in gioco
una cultura della vita o della morte. Ma chi educa la famiglia a
educare?Rispondendo a questa domanda, monsignor Negri ha sottolineato
la necessità, soprattutto da parte della Chiesa, di fare compagnia in
particolar modo ai giovani genitori, creando luoghi associativi e
comunitari capaci di infrangere quelle condizioni di solitudine che
rendono oggi le famiglie tanto vulnerabili. |

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Tracce
Gennaio 2007Martedì 21 novembre il Sidef di Pescara ha
organizzato un incontro di presentazione del libro di Vittoria Maioli
Sanese Perché ti amo. La sala consiliare del Comune di Pescara era
affollatissima: più di quattrocento persone, per oltre due ore e fino
a tarda sera, hanno partecipano con estrema attenzione all’incontro. È
stato evidente l’interesse di tutti nell’approfondire una coscienza
adeguata alla vera natura del rapporto coniugale. L’autrice ha
introdotto la platea in una avventura affascinante dove un io e un tu
decidono di camminare insieme verso il proprio destino. Una compagnia
che affonda le sue radici dentro l’essenza più profonda dell’essere
umano, il cui desiderio di infinito è in particolar modo destato dalla
persona amata nonostante l’esperienza del limite, della “cattiva
sorte”, che tende ad affossare il rapporto amoroso attraverso
reciproche accuse. Occorre invece riconoscere che la corrispondenza è
data e che la promessa fatta non è una menzogna, ma la possibilità per
ognuno di scoprire il proprio vero volto. I presenti sono stati
spettatori di un evento realmente edificante che ha rilanciato tutti,
con ancora più entusiasmo, nel lavoro che in questi anni si sta
facendo, alla scoperta di cosa significhi essere famiglia, di quali
siano le sue origini e le sue implicazioni all’interno della società,
in un contesto culturale confuso, sempre più spesso ideologicamente
ostile. La sfida è quella di partire dal bisogno di conoscenza
presente in tutti gli uomini, prendendo sul serio le domande e i
bisogni concreti che si incontrano nella vita coniugale e genitoriale.
Le difficoltà e i problemi diventano così domande per una maggior
consapevolezza e gli incontri occasioni offerte a noi e a tutti per
andare più al fondo dei problemi, e per essere compagni di cammino di
chiunque abbia questa esigenza di verità sulla propria vita. |
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