ANNO
2006
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Aprile |
Una cartolina per la famiglia
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Luglio
Agosto |
Giornata internazionale della
Famiglia a Reggio Emilia |
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Settembre |
Il genoma della famiglia
Caterina Tartaglione |
ANNO
2007
ANNO 2008
ANNO2009
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D
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Tracce
Dicembre 2006 Il Ministero della Pubblica Istruzione, anche
se un po’ in ritardo, ha cominciato a individuare percorsi formativi
per aiutare le famiglie a difendersi dall’invadenza televisiva. Il
progetto dal titolo: “Teleduchiamoci: educarci all’uso della tv”, è
stato presentato nel mese di ottobre in occasione della “V Giornata
europea dei genitori e della scuola” e sarà realizzato nel corso
dell’anno scolastico 2006/2007. L’obiettivo del progetto è infatti
quello di valorizzare la capacità d’uso del mezzo televisivo, anche
attraverso dei corsi mirati, offrire strumenti concreti per rafforzare
le capacità critiche di lettura del linguaggio televisivo e difendere,
davanti a un vero e proprio bombardamento di immagini di ogni tipo,
soprattutto i più giovani, dai tanti rischi che corrono. Il Sidef già
dall’inizio della sua attività aveva individuato e denunciato
l’incapacità di reali e concreti risultati dei codici di
autoregolamentazione e la mancanza di volontà da parte dei palinsesti
televisivi di rispondere alle esigenze educative delle famiglie.
L’unica strada per contrastare la costante invasione di messaggi
negativi è ripartire dal proprio compito educativo. A questo scopo il
Sidef ha elaborato e proposto diversi percorsi formativi rivolti a
genitori, educatori e ragazzi con l’intento di aiutare ad essere
spettatori attivi, e perciò critici, di ciò che viene continuamente
proposto. In particolare il Sidef di Catania, con l’associazione
Famiglia e solidarietà, da più di un anno sta effettuando in diverse
scuole e parrocchie della Sicilia dei corsi di educazione all’immagine
e alla corretta fruizione dei mezzi di comunicazione, che hanno
riscosso un notevole interesse da parte di tutti i partecipanti. È
emersa in modo evidente, davanti alla dirompente forza di persuasione
del mezzo televisivo, la necessità di una sempre più stretta
collaborazione tra scuola e famiglia di fronte a questa “invasione
telematica”. |

Tracce
novembre 2006Si è parlato di una finanziaria per la
famiglia, definizione non propriamente corretta dal momento che
l’attenzione è stata rivolta solo alle situazioni particolarmente
difficili. Una politica limitata a chi è in difficoltà non è una
politica per la famiglia, ma una politica meramente assistenzialistica.
Un’aliquota Irpef al 43% per i redditi sopra i 75.000 euro lordi
equivale, al netto, a poco più di 3.000 euro al mese. Uno stipendio
del genere garantisce un menage più che dignitoso a chi vive solo o a
una coppia dove anche l’altro percepisce reddito, ma perde buona parte
del suo valore nel caso di una famiglia con 2, 3, 4 figli che vanno a
scuola o all’università. E si assottiglia ancora di più quando in casa
si trova un anziano o un disabile grave. La considerazione della
ricchezza non può essere solo “verticale”, ma deve tener presente la
composizione del nucleo familiare. Solo così si può parlare di equità
orizzontale, di investimento sulle nuove generazioni e di applicazione
del principio di sussidiarietà che individua la famiglia come primo
soggetto che va riconosciuto e sostenuto.
Carico familiare e reddito non sono perciò variabili indipendenti, le
spese vitali per il mantenimento dei figli non possono essere tassate.
Nell’ipotesi attuale sono previste però detrazioni (800-900 euro a
figlio) in misura decrescente con l’aumento del tetto di reddito e
assegni familiari il cui aumento riguarda esclusivamente i lavoratori
dipendenti e solo per un tetto di reddito molto basso (sotto i 30.000
euro lordi). Al di sopra di questo tetto il vantaggio per i carichi
familiari sarà così basso che risulterà decisamente inferiore rispetto
ai benefici ottenuti con il precedente sistema delle deduzioni. Si
ritorna così alla concezione del figlio come un bene privato, un lusso
per ricchi. È inaccettabile non poter dedurre, ad esempio, le spese
per l’asilo nido, mentre è possibile farlo per quelle relative alla
palestra e senza limiti di reddito. Per tutti questi motivi il Sidef è
parte attiva nella “commissione fisco” del Forum delle Associazioni
Familiari, di cui è responsabile la dottoressa Paola Soave,
nell’attivare una rete di parlamentari, sia di centro-destra che di
sinistra, per mettere a punto una serie di emendamenti alla
Finanziaria che verranno presentati in Parlamento. |

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Tracce
Ottobre 2006 Il Sidef ha programmato per l’anno 2006/07 una
“Scuola di dottrina sociale della Chiesa sull’identità e i compiti
della famiglia”, proponendo una serie di incontri che si prefigge di
attuare in collaborazione con i Centri Culturali.L’intento è quello di
un approfondimento culturale sul tema della famiglia, intesa come
risorsa umana da valorizzare e sostenere con interventi che
riconoscano e promuovano il suo insostituibile ruolo e le numerose
funzioni sociali che svolge per il benessere dell’intera comunità.Per
proporre cambiamenti significativi sia a livello di politiche locali
che nazionali è importante “imparare” quale sia la vera natura della
famiglia, la sua soggettività sociale, la corretta ed equilibrata
applicazione dei principi di solidarietà e sussidiarietà.I titoli e il
numero degli incontri che il Sidef propone sono indicativi e
adattabili alle singole esigenze locali.> La natura della famiglia
alla luce della dottrina sociale della Chiesa: confronto con la
cultura contemporanea> Vincolo coniugale e generatività: identità e
compiti della famiglia> Il rischio educativo la prima sfida per la
famiglia> L’accoglienza: esperienza distintiva della famiglia per una
società più umana.> Famiglia e sussidiarietà: la soggettività
culturale, economica e sociale della comunità familiare>
L’associazionismo familiare espressione della responsabilità politica
della famiglia.Per informazioni Milano tel.02/70006174 e-mail: sidef@iol.itPesaro
tel.0721/32851 e-mail: sidefpesaro@li |

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Tracce
Settembre 2006 “Dalla famiglia ai Pacs: una mutazione
genetica”: è stato uno degli incontri del Meeting che ha avuto più eco
sui mass-media non tanto per l’episodio, tra l’altro isolato, dei
pochi fischi alla senatrice Binetti, ma perché la questione posta dal
titolo è di fondamentale importanza e riguarda la natura stessa di
ogni uomo.È stato necessario, in un clima culturale di grande
confusione e assenza di certezze, ridefinire il significato di
famiglia, il suo “genoma”. Così Paola Soave ha posto le basi del suo
intervento e di tutta la discussione su un dato oggettivo: «La
famiglia è una dimensione che fa parte della natura stessa dell’uomo e
che non abbiamo deciso noi. L’elemento costitutivo dell’io, della
persona, è l’essere in relazione con l’altro. È un dato oggettivo,
antropologico ed è comune a ognuno».Nelle successive relazioni è
emerso cosa oggi mina la natura e il senso della famiglia e quale sia
la causa della mutazione genetica in atto. Essenzialmente due sono i
motivi: una concezione della libertà che si identifica nell’assenza di
legami, specie se stabili e duraturi e una concezione privatistica che
la famiglia vive. Grande responsabilità, come ha sottolineato
l’onorevole Volontè, hanno i mass-media che propongono sempre più
frequentemente un modello di famiglia destinato a scomparire, per far
posto ad altre forme di unioni. Mentre, proprio perché il suo senso, i
suoi scopi e le sue funzioni sono di essenziale servizio al bene
comune, la famiglia è un soggetto sociale e come tale va riconosciuta,
promossa e sostenuta e non può essere equiparata a relazioni che hanno
natura e significato diverso. Non si tratta perciò di discriminare ma
di differenziare.L’accordo su questi punti è stato unanime da parte
dei relatori, le difficoltà nascono quando si tratta di difendere
socialmente e quindi con giuste leggi questa identità. È stata perciò
esplicativo, come ha testimoniato Carmen Carrón (di “Plataforma per la
famiglia”), il protagonismo sociale e politico delle famiglie spagnole
a partire dalla coscienza di una identità da difendere. È rimasta a
tutti impressa l’immagine di più di un milione di persone scese in
piazza, il 18 giugno, a manifestare il dissenso nei confronti delle
scelte politiche di Zapatero.Il Magistero di Giovanni Paolo II
ripetutamente sottolinea il legame inscindibile tra benessere della
famiglia e benessere della società: «Il compito sociale delle famiglie
è chiamato ad esprimersi anche in forma di intervento politico: le
famiglie, cioè, devono per prime adoperarsi affinchè le leggi e le
istituzioni dello Stato non solo non offendano, ma sostengano e
difendano positivamente i diritti e i doveri della famiglia» (Familiaris
Consortio). E Benedetto XVI all’incontro mondiale delle famiglie a
Valencia ha ricordato che «la Chiesa ci insegna a rispettare e
promuovere la meravigliosa realtà del matrimonio indissolubile tra un
uomo e una donna che è, inoltre, l’origine della famiglia. Per questo,
riconoscere e aiutare questa istituzione è uno dei più importanti
servizi che si possano rendere oggi al bene comune e allo sviluppo
autentico degli uomini e della società, così come la migliore garanzia
per assicurare la dignità, l’uguaglianza e la vera libertà della
persona umana».Da qui nasce l’impegno del Sidef di riconoscere e
promuovere questo protagonismo sociale delle famiglie, favorendo a
livello nazionale e nelle varie sedi locali, delle reali azioni di
politiche familiari in un dibattito serio e costruttivo.Il Meeting è
stato occasione, per tutti i partecipanti all’incontro, di maggior
consapevolezza dell’urgenza che stiamo vivendo e del compito che ci
attende. |

Tracce Luglio/Agosto 2006 Per celebrare la Giornata
internazionale della famiglia, istituita dall’Onu nel 1993, il
Sindacato delle Famiglie di Reggio Emilia e le associazioni aderenti
al Forum provinciale delle associazioni familiari hanno organizzato un
convegno dedicato all’importanza della figura paterna all’interno del
rapporto familiare, evidenziandone la insostituibile valenza
educativa. Mercoledì 17 maggio il prof. Claudio Risè, docente di
Sociologia della comunicazione e psicoterapeuta, ha svolto il suo
intervento sul tema “Il padre e la formazione della personalità”, alla
presenza di un folto pubblico, che ha dimostrato vivo interesse per la
riflessione incentrata sull’affermazione che «senza il padre non c’è
la famiglia!». Delineando sinteticamente le caratteristiche
dell’essere padre, Risè ha sottolineato che la figura paterna è la
rappresentazione del creatore, il figlio è creatura. Questo rende
possibile riconoscere una dipendenza data oggettiva, che sottrae
l’uomo a un vano senso di onnipotenza. Il padre poi rappresenta il
motore di tutta la vita dei figli, la spinta alla vita e al
cambiamento. È nel rapporto col padre, esercitando la libertà, che può
formarsi una personalità completa, capace di affrontare le scelte e
l’impegno con la realtà. Dal dibattito è emerso come sia forse oggi
più che mai necessaria un’educazione capace di aiutare la persona a
crescere nella consapevolezza di sé e dei propri compiti all’interno
di quella realtà umana primaria che è da sempre la famiglia fondata
sul matrimonio.
Sindacato delle Famiglie di Reggio Emilia |

| Tracce
Giugno 2006 Domenica 14 maggio si è celebrata la XII
Giornata Internazionale della famiglia indetta dall’Onu. È da anni un
appuntamento importante per le associazioni che fanno parte del Forum
delle Associazioni Familiari, perché è un’occasione per rimettere a
tema la soggettività sociale della famiglia e le condizioni per
esercitarla. Il Sidef si è fatto promotore, in collaborazione con i
Forum locali, di svariate iniziative: da momenti di festa e svago per
la famiglia a proposte di approfondimento e riflessione
sull’importanza di promuovere politiche che la valorizzino e la
sostengano. A tale proposito è stato di notevole rilevanza il Convegno
svoltosi a Roma il 12 maggio dal titolo “Famiglia, quanto mi costi?!
Fare famiglia, scelta responsabile e… costosa”, promosso dal Forum, in
collaborazione con l’Osservatorio Nazionale sulla Famiglia. I relatori
hanno affrontato il tema dei costi, non solo economici, che la scelta
di “fare famiglia” comporta, anche in riferimento al costo dei figli.
È emerso che nella maggior parte dei Paesi dell’Europa occidentale la
spesa per i figli è, in misura considerevole, a carico delle
istituzioni, perché le nuove generazioni sono considerate un bene
comune di cui tutta la società si fa carico. In Italia, invece,
permane una cultura del figlio come bene privato, i cui costi restano
quasi totalmente a carico delle famiglie, anche se negli ultimi tempi
si registra qualche segnale di novità, soprattutto da parte degli enti
locali che hanno iniziato percorsi innovativi di politica familiare. I
lavori sono terminati con una tavola rotonda coordinata dalla
dottoressa Paola Soave del Sidef e con gli interventi, tra gli altri,
dell’onorevole Luigi Bobba della Margherita e dell’onorevole Luisa
Santolini dell’Udc. La dottoressa Soave ha concluso sottolineando
l’importanza che il Forum sia interlocutore fondamentale, perché
unitario, sulle grandi questioni di politica nazionale che toccano la
famiglia come il trattamento fiscale, la parità scolastica, la
conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di cura, e ha lanciato la
proposta di un intergruppo parlamentare bipartisan e trasversale su un
tema come quello del riconoscimento e della promozione del valore
sociale della famiglia che va al di là di ogni schieramento. |

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Tracce
Maggio 2006 Si è svolto sabato 4 marzo, a Reggio Emilia il
convegno dal titolo "Un pacs indietro" nel corso del quale Emilio
Bonicelli, giornalista e scrittore, ha intervistato l’avvocato
Giuseppe Pannuti di Milano, collaboratore di Radio Maria ed esponente
di Alleanza Cattolica, sul tema del riconoscimento giuridico delle
coppie di fatto. Nell’incontro, promosso dal Sindacato delle Famiglie
in collaborazione con il Forum delle Associazioni Familiari e varie
associazioni e centri culturali della provincia, sono emerse
chiaramente le conseguenze negative che tale riconoscimento porterebbe
alla famiglia fondata sul matrimonio. Dalle risposte ai quesiti,
infatti, è emerso come il matrimonio, unione tra i coniugi, uomo e
donna, ordinato al bene comune, rivesta un interesse pubblico, e come
la famiglia che ne nasce sia il nucleo fondamentale della società e
dello Stato e come tale debba essere protetta e riconosciuta.
L’introduzione dei pacs, invece, mira a riconoscere legalmente forme
di convivenza fondate sul rifiuto delle responsabilità e della
stabilità del rapporto uomo-donna e costituirebbe, di fatto,
un’alternativa al matrimonio, rendendolo un fatto privato, irrilevante
per la società e per il diritto. Inoltre nell’unione omosessuale sono
del tutto assenti anche le basi naturali, biologiche e antropologiche
dell’unione coniugale: mancando la complementarietà sessuale manca di
conseguenza l’apertura alla vita. Il relatore, infine, ha sottolineato
che trasformare un atto privato in una relazione legalmente approvata
comporterebbe modificazioni all’intera organizzazione sociale. Le
leggi infatti strutturano la vita dell’uomo all’interno della società
e i modelli espressi dalle leggi influenzano la valutazione dei
comportamenti, specie nelle nuove generazioni, che possono essere così
più esposte a una errata concezione della sessualità e del matrimonio.
Riemerge quindi una preoccupazione educativa ancora più urgente a
causa del relativismo dominante che priva la persona di qualsiasi
criterio di giudizio oggettivo, consegnandola all’arbitrarietà,
all’atrofia della ragione. |

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Tracce
Aprile 2006 Dopo l’esperienza maturata all’interno del
comitato "Scienza e vita", la battaglia per la vita non poteva più
essere circoscritta perché una nuova coscienza è maturata in alcune
persone del Sindacato delle Famiglie (Sidef) di Udine. E l’occasione è
arrivata proprio con la presentazione nella regione Friuli Venezia
Giulia di parecchi progetti di legge sulla famiglia e la loro relativa
discussione dovrebbe avvenire intorno ai primi di maggio per approvare
la nuova legge che dovrà sostituire l’attuale legge 49 del 2003. Ma
proprio la proposta di legge della maggioranza di centro-sinistra
colpisce perché, al di là di alcune misure miglioratrici, c’è un
aspetto sicuramente ambiguo e preoccupante: dopo un generico richiamo
alla Costituzione, la famiglia fondata sul matrimonio non è mai
indicata come destinataria della legge. Va rivendicato, invece, con
forza il diritto della famiglia, fondata sul matrimonio, a una
politica regionale che la difenda e la promuova, certi che ciò va
fatto per il bene di tutta la società. È nata così l’idea di un gesto
elementare: "cartoline-appello" in difesa della famiglia da far
sottoscrivere a tutti. Non è una battaglia contro qualcuno, ma per
qualcuno. Per quella cellula della società che è bene primario e
insostituibile e che, se viene messa al centro della politica di
welfare, può riavviare un ciclo virtuoso di mobilitazione delle
migliori energie del tessuto sociale stesso. È una battaglia che il
Sidef vuole iniziare e che ha sottoposto all’attenzione del Forum
delle Associazioni familiari che poi il direttivo ha fatta
recentemente propria. Non ci interessa solo l’aspetto politico della
battaglia; ci interessa soprattutto innescare un lavoro culturale,
specie tra i cattolici, per un’educazione alla verità che la famiglia
rappresenta come primario soggetto di umanizzazione della società e
per la costruzione di una coscienza di popolo. Quello delle cartoline
è un gesto semplice e immediato che mette in moto tutti, le famiglie
in particolare, e può rappresentare motivo di fierezza e di carità il
sostenerlo. Infine, per il suo carattere pubblico, può diventare una
iniziativa proponibile in altre regioni per combattere l’ambiguità
culturale in cui si vede equiparata la famiglia a qualsiasi altro tipo
di convivenza. Info: tel. 02/70006174 - Fax 02/70006349;
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