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l magistero di Papa Giovanni Paolo II che ha mosso e dato slancio al cammino della nostra Associazione

Encicliche ed esortazioni apostoliche

 
  1981  Familiaris Consortio

 
1988  Cristefidelis laici


 
1991 Centesimus annus


1994  Lettera alle famiglie


1997  Ottobre Rio de janeiro: Incontro mondiale con le  famiglie


1998  Giugno Roma: I udienza per il Forum delle  associazioni Familiari


2001  Ottobre Roma: Incontro in P.za S.Pietro con le famiglie italiane


2002  Novembre: discorso in occasione visita al Parlamento italiano

2004  Gennaio Manila:Giornata mondiale della famiglia

2004  Maggio 38° giornata mondiale della comunicazione

2005  Dicembre Roma: II udienza per il Forum delle associazion familiari




       NON ABBIATE PAURA

1981 Familiaris Consortio

III La partecipazione allo sviluppo della società

La famiglia prima e vitale cellula della soci

42. "Poichè il Creatore di tutte le cose ha costituito il matrimonio quale principio e fondamento dell'umana  società", la famiglia è divenuta la "prima e vitale cellula della società".

La famiglia possiede vincoli vitali e organici con la società, perchè ne costituisce il fondamento e l'alimento continuo mediante il suo compito di servizio alla vita: dalla famiglia infatti nascono i cittadini e nella famiglia essi trovano la prima scuola di quelle virtù sociali, che sono l'anima della vita e dello sviluppo della società stessa.

Così in forza della sua natura e vocazione, lungi dal rinchiudersi in se stessa, la famiglia si apre alle altre famiglie e alla società, assumendo il suo compito sociale.

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Compito sociale e politico

44. Il compito sociale della famiglia non può certo fermarsi all'opera procreativa ed educativa, anche se trova in essa la sua prima insostituibile forma di espressione.

Le famiglie, sia singole che associate, possono e devono pertanto dedicarsi a molteplici opere di servizio sociale, specialmente a vantaggio dei poveri e comunque di tutte quelle persone e situazioni che l'organizzazione previdenziale ed assistenziale delle pubbliche autorità non riesce a raggiungere.

Il contributo sociale della famiglia ha una sua originalità, che domanda di essere meglio conosciuta e più decisamente favorita, soprattutto man mano che i figli crescono coinvolgendo di fatto il più possibile tutti i membri.

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Il compito sociale delle famiglie è chiamato ad esprimersi anche in forma di intervento politico: le famiglie, cioè, devono per prime adoperarsi affinchè le leggi e le istituzioni dello stato non solo non offendano, ma sostengano e difendano positivamente i diritti e i doveri della famiglia. In tal senso le famiglie devono crescere nella coscienza di essere "protagoniste" della cosiddetta "politica familiare" e assumersi la responsabilità di trasformare la società: diversamente le famiglie saranno le prime vittime di quei mali, che di sono limitate ad osservare con indiffrenza. L'appello del concilio Vaticano II a superare l'etica individualistica ha perciò valore anche per la famiglia come tale

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La società al servizio della famiglia

45. L'intima connessione tra la famiglia e la società, come esige l'apertura e la partecipazione della famiglia alla società al suo sviluppo, così impone che la società non venga mai meno al suo fondamentale compito di rispettare e di promuovere la famiglia stessa

Certamente la famiglia e la società hanno una funzione complementare nella difesa e nella promozione del bene di tutti gli uomini e di ogni uomo. Ma la società, e più specificamente lo stato, devono riconoscere che la famiglia è "una società che gode di un diritto proprio e  primordiale" e quindi nelle loro relazioni con la famiglia sono gravemente obbligati ad attenersi al principio di sussidiarietà.

In forza di tale principio lo stato non può nè deve sottrarre alle famiglie quei compiti che esse possono egualmente svolgere bene da sole o liberamente associate, ma positivamente favorire e sollecitare al massimo l'iniziativa responsabile delle famiglie.

Convinte che il bene della famiglia costituisce un valore indispensbile e irrinunciabile della comunità civile, le autorità pubbliche devono fare il possibile per assicurare alle famiglie tutti quegli aiuti -economici, sociali, educativi, politici, culturali- di cui hanno bisogno per far fronte in modo umano a tutte le loro responsabilità.

1988 Christifideles laici

La famiglia primo spazio per l'impegno sociale

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La coppia e la famiglia costituiscono il primo spazio per l'impegno sociale dei fedeli laici. E' un impegno che può essere assolto adeguatamente solo nella convinzione del valore unico e insostituibile della famiglia per lo sviluppo della società e della stessa chiesa.

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Urge così un'opera vasta, profonda e sistematica, sostenuta non solo dalla cultura ma anche dai mezzi economici e dagli strumenti legislativi, destinata ad assicurare alla famiglia il suo compito di essere il luogo primario della "umanizzazione" della persona e della società.

L'impegno apostolico dei fedeli laici è anzittutto quello di rendere la famiglia cosciente della sua identità di primo nucleo sociale di base e del suo originale ruolo nella società, perchè divenga essa stessa sempre più protagonista attiva e responsabile della propria crescita e della propria partecipazione alla vita sociale. In tal modo la famiglia potrà e dovrà esigere da tutti, a cominciare dalle autorità pubbliche, il rispetto di quei diritti che, salvando la famiglia, salvano la società stessa.

Quanto è scritto nell'esortazine Familiaris consortio circa la partecipazione allo sviluppo della società e quanto la Santa Sede, su invito del sinodo dei vescovi nel 1980, ha formulato con la "Carta dei diritti della famiglia" rappresentano un programma operativo completo e organico per tutti quei fedeli laici che, a diverso titolo, sono interessati alla promozione dei valori e delle esigenze della famiglia: un programma la cui realizzazione è da urgere con tanta maggior tempestività e decisione quanto più gravi si fanno le minacce alla stabilità e alla fecondità della famiglia e quanto più pesante e sistematico si fa il tentativo di emarginare la famiglia e di vanificarne il peso sociale.

Come l'esperienza attesta, la cività e la saldezza dei popoli dipendono soprattutto dalla qualità umana delle loro famiglie. Per questo l'impegno apostolico verso la famiglia acquista un incomparabile valore sociale. La chiesa, da parte sua, ne è profondamente convinta, ben sapendo che "l'avvenire dell'umanità passa attraverso la famiglia".

1991 Centesimus annus

39. La prima e fondamentale struttura a favore dell'"ecologia umana" è la famiglia, in seno alla quale l'uomo riceve le prime e determinanti nozioni intorno alla verità e al bene, apprende che cosa vuol dire amare ed essere amati e, quindi, che cosa vuol dire in concreto essere una persona. Si intende qui la famiglia fondata sul matrimonio, in cui il dono reciproco di sè da parte dell'uomo e della donna crea un ambiente di vita nel quale il bambino può nascere e sviluppare le sue potenzialità, diventare consapevole della sua dignità e prepararsi ad affrontare il suo unico e irrepetibile destino. Spesso accade, invece, che l'uomo è scoraggiato dal realizzare le condizoni autentiche della riproduzione umana, ed è indotto a considerare se stessio e la propria vita come un insieme di sensazioni da sprerimentare anzichè come un'opera da compiere. Di qui nasce una mancanza di libertà che fa rinunciare all'impegno di legarsi stabilmente con un'latra pesona e di generare dei figli, oppure induce a considerare costoro come una delle tante "cose" che è possibile avere o non avere, secondo i propri gusti, e che entrano in concorrenza con altre posssibilità.

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49 .Per superare la mentalità individualista, oggi diffusa, si richiede un concreto impegno di solidarietà e di  carità, il quale inizia all'interno della famiglia col mutuo sostegno degli sposi e, poi, con la cura che le generazioni si prendono l'una dell'altra. In tal modo la famiglia si qualifica come comunità di lavoro e di solidarietà. Accade, però, che quando la famiglia decide di corrispondere pienamente alla propria vocazione, si può trovare priva dell'appoggio necessario da parte dello stato e non dispone di risorse sufficienti. E' urgente promuovere non solo politiche per la famiglia, ma anche politiche sociali, che abbiano come principale obiettivo la famiglia stessa, aiutandola, mediante l'assegnazione di adeguate risorse e di efficienti strumenti di sostegno, sia nell'educazione dei figli sia nella cura degli anziani, evitando il loro allontanamento dal nucleo familiare e rinsaldando i rapporti tra le generazioni.

Oltre alla famiglia, svolgono funzioni primarie e attivano specifiche reti di solidarietà anche altre società intermedie. Queste, infatti, maturano come reali comunità di persone e innvervano il tessuto sociale, impedendo che scada nell'anonimato e in un'impersonale massificazione, purtroppo frequente nella moderna società. E' nel molteplice intersecarsi dei rapporti che vive la persona e cresce la "soggettività della società". L'individuo oggi è spesso soffocato tra i due poli dello stato e del mercato. Sembra, infatti, talvolta che egli esista come oggetto dell'amministrazione dello stato, mentre si dimentica che la convivenza tra gli uomini non è finalizzata nè al mercato nè allo stato, poichè possiede in se stessa un singolare valore che stato e mercato devono servire. L'uomo è, prima di tutto, un essere che cerca la verità e si sforza di viverla e di approfondirla in un dialogo che conivolge le generazioni passate e future.

1994 Lettera alle famiglie

La famiglia e la società

.............................17. .I diritti della famiglia non sono, però, semplicemente la somma matematica di quelli della persona, essendo la famiglia qualcosa di più della somma dei suoi membri presi singolarment.Essa è comunità di genitori e di figli; a volte comunità di diverse generazioni. Per questo la sua soggettività, che si costruisce sulla base del disegno di Dio, fonda ed esige diritti propri e specifici. La Carta dei diritti della famiglia, partendo dai citati principi morali, consolida l'esistenza dell'istituto familiare nell'ordine sociale e giuridico della "grande" società: della nazione, dello stato e delle comunità internazionali. Ognuna di queste "grandi" società è condizionata almeno indirettamente dall'esistenza della famiglia; per questo la definizione dei compiti e  doveri della "grande" società nei confronti della famiglia è questione estremamente importante ed essenziale.

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Occorre davvero fare ogni sforzo, perchè la famiglia sia riconosciuta come società primordiale e, in un certo senso,"sovrana"! La "sua sovranità" è indispensabile per il bene della società. Una nazione veramente sovrana e spiritualmente forte è sempre composta di famiglie forti, consapevoli della loro vocazione e della loro missione nella storia. La famiglia sta al centro di tutti questi problemi e compiti: relegarla a un ruolo sbalterno e secondario, escludendola dalla posizione che le spetta nella società, significa recare un grave danno all'autentica crescita dell'intero corpo sociale.

                    

GLI INCONTRI

Ottobre 1997 Rio di Janeiro: incontro mondiale con le famiglie.

Oggi attorno alla famiglia e alla vita si svolge la lotta fondamentale circa la dignità dell'uomo.................... La causa della famiglia conferisce dignità al mondo e lo libera nell'autentica verità dell'essere umano, del mistero della vita, dono di Dio, dell'uomo e della donna, immagine di Dio. Bisogna lottare per questa causa per assicurare la vostra felicità ed il futuro della famiglia umana.

Questo pomeriggio in cui famiglie di tutte le parti del mondo si tengono per mano, come a formare un'immensa catena di amore di fedeltà, rivolgo un invito a quanti si adoperano per l'edificazione di una nuova società in cui regni la civiltà dell'amore: difendete le vostre famiglie come un dono prezioso e insostituibile, un dono prezioso e insostituibile; proteggetele con leggi giuste che combattano la miseria e la piaga della dissocupazione e che, allo stesso tempo, permettano ai genitori di portare a termine la propria missione.

.........Allo stesso tempo, desidero incorraggiare ogni sforzo volto a promuovere strutture organizzative adeguate, sia nell'ambito nazionale che internazionale, che i assumano le responsabilità di instaurare un dialogo costruttivo con gli organismi politici, dai quali dipende in buona parte il destino della famiglia e della sua missione al servizio della vita. Trovare le vie opportune per continuare a proporre efficacemente al mondo i valori fondamentali del piano di Dio, significa impegnarsi nella tutela del futuro dell'umanità

Giugno 1998 Roma: 1° udienza per il Forum della associazioni familiari

Sono molto lieto di salutarvi con le paorole della Familiaris Consortio: "Famiglia, diventa ciò che sei" (n. 17). Esse indicano efficacemente l'obiettivo per il quale spendete con generosità le vostre intelligneze e le vostre energie.

La realtà e la funzione del Forum

So che operate senza stancarvi, con 38 Associazioni e Comitati regionale aderenti al Forum, perchè le famiglie italiane esprimano e sviluppino pienamente, anche sul piano culturale, sociale, e politico la loro identità e la loro missione.

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E' incalcolabile il contributo che le famiglie danno alla vita sociale, facendosi carico di gravi difficoltà quali la diffusa disoccupazione giovanile e le carenze del sistema previdenziale e sanitario.

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E tuttavia la famiglia è ben poco aiutata per la debolezza e l'aleatorietà delle politiche familiari, che troppo spesso non la sostengono in modo adeguato nè economicamente nè socialmente.Occorre ricordare qui il chiaro dettato della Costituzione italiana, che afferma: "la Repubblica agevola con misure economiche e altre previdenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi": La pesante denatalità che affligge da molti anni il popolo italiano e sta cominciando ad avere effetti deleteri sulla vita sociale, dovrebbe far riflettere su quanto l'assenza di una effettiva politica per la famiglia sia contraria ai veri interessi della nazione.

Preoccupante attaco culturale, politico e lagislativo all'istituto familiare

Ma ancora  più preoccupante è l'attacco diretto all'istituto familiare che si sta sviluppando sia a livello culturale che nell'ambito politico, legislativo e amministrativo. Esso ignopra o distorce il significato della norma costituzionale con la quale la Repubblica italiana "riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio " (art.29)

E' chiara infatti la tendenza ad equiparare alla famiglia altre e ben diverse forme di convivenza, prescindendo da fondamentali considerazioni di ordine etico e antropologico. E sono ugualmente espliciti e attuali i tentativi di dare dignità di legge a fome di procreazine che prescindono dal vincolo coniugale e che non tutela sufficientemente gli embrioni.

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Le famiglie protagoniste della politica familiare

Carissimi Fratelli e Sorelle continuate e intensificate la vostra azione, in tutte le sedi e a tutti i livelli, pechè siano riconosciuti in concreto quei diritti che alla faniglia, appartengono nativamente. Così facendo, voi mettete in pratica il principio secondo il quale le famiglie "devono per prime adoperarsi affinchè le leggi e le istituzioni non solo non offendano, ma sostengano e difendano positivamente i diritti e i doveri della famiglia", crescendo così nella coscienza di essere protagoniste della "politica familiare" (cfr. Familiaris Consortio, 44) Nella vostra opera a favore della famiglia, cari rappresentatni del Forum, voi avere il pieno sostegno della comunità ecclesiale e dei suoi Pastori, ben consapevoli......che"oggi attorno alla famiglia e alla vita si svolge la lotta fondamentale della dignità dell'uomo" (discorso del 3 ottobre 1997 al Congresso teologico pastoreale di Rio de Janeiro n. 3).

 

Ottobre 2001 Roma: incontro in Piazza San Pietro  con le famiglie italiane

..................Vorrei in primo luogo sottolineare che i primi garanti del bene della famiglia sono i coniugi stessi, sia vivendo con responsabilità, ogni giorno, impegni, gioie e fatiche, sia dando voce con forme associative e iniziative culturali, ad istanze sociali e legislative atte a sostenre la vita familiare. E' conosciuto e apprezzato il lavoro svolto in questi anni da Forum delle associazioni familiari, a cui esprimo il mio apprezzamento per quanto fatto e anche per l'iniziativa denominata Family for family, con cui si intende rafforzare i rapporti di solidarietà tra le famiglie italiane e quelle dei paesi dell'este europeo.

Una particolare responsabilità grava sui politici e sui governanti, a cui compete di attuare il dettato costituzionale e recepire le istanze più autentiche della popolazione composta in larghissima maggioranza da famiglie che hanno fondato la loro unione sul vincolo matrimoniale.Giustamente quindi si attendono interventi legislativi, incentrati sulla dignità della persona umana e sulla corretta applicazione del principio di sussidiarietà tra lo Stato e la famiglia; interventi capaci di avviare a soluzione questioni importanti e per molti versi decisive per il futuro del Paese.

Importante e urgente è, in particolare, dare piena attuazione ad un sistema scolastico ed educativo che abbia il suo centro nella famiglia e nella sua libertà di scelta. Non si tratta, come alcuni erroneamente affermano, di togliere alla scuola pubblica per dare alla scuola privata, quanto piuttosto di superare una sostanziale ingiustizia che penalizza tutte le famiglie impedendo un'effettiva libertà di iniziativa e di scelta.Si impongono in tal modo oneri aggiuntivi a chi desidera esercitare il fondamentale diritto di orientare l'indirizzo educativo dei figli scegliendo scuole che svolgono un servizio pubblico pur non essendo statali.

E' auspicabile anche un deciso salto di qualità nella programmazione delle politiche sociali, che dovrebbero sempre più considerare la centralità della famiglia per commisurare alle sue necessità le scelte nell'ambito della pianificazione residenziale, dell'organizzazione del lavoro, della definizione del salario e dei criteri di tassazione. Una particolare attenzione deve poi essere riservata alla legittima preoccupazione di tante famiglie che denunciano un crescente degrado nei mezzi di comunicazione, i quali, veicolando violenza, banalità e pornografia, si rivelano sempre meno attenti alla presenza dei minori e ai loro diritti. Le famiglie non possono essere abbandonate a se stesse dalle istituzioni e dalla forze sociali nello sforzo di garantire ai figli ambienti sani, positivi e ricchi di valori umani e religiosi.

Care famiglie, nell'affrontare queste grandi sfide non vi scoraggiate e non sentitevi sole: il Signore crede in voi; la Chiesa cammina con voi; gli uomini di buona volontà guardano con fiducia a voi!

Voi siete chiamate ad essere protagoniste del futuro dell'umanità, plasmando il volto di queto nuovo millennio.

Novembre 2002: discorso in occasione della visita al Parlamento italiano

.........................Non posso sottacere, in una così solenne circostanza, un'altra grave minaccia che pesa sul futuro di questo Paese, condizionando già oggi la sua vita e le sue possibilità di sviluppo. Mi riferisco alla crisi delle nascite, al declino demografico e all'invecchiamento della popolazione.La cruda evidenza delle cifre costringe a prendere atto dei problemi umani, sociali ed economici che questa crisi inevitabilmente porrà all'Italia nei prossimi decenni, ma soprattutto stimola - anzi, oso dire, obbliga - i cittadini a un impegno responsabile e convergente, per favorire una netta inversione di tendenza.

L'azione pastorale a favore della famiglia e dell'accoglienza della vita, e più in generale di un'esistenza aperta alla logica del dono di sè, sono il contributo che la Chiesa offre alla costruzione di una mentalità e di una cultura all'interno delle quali questa inversione di tendenza diventi possibile. Ma sono grandi anche gli spazi per un'iniziativa politica  che, mantendo fermo il riconoscimento dei diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, secondo il dettato della stessa Costituzione della Repubblica Italiana (cfr art. 29), renda socialmente ed economicamente meno onerose la generazione e l'educazione dei figli.

In un tempo di cambiamenti spesso radicali, nel quale sembrano diventare irrilevanti le esperienze del passato, aumenta la necessità di una solida formazione della persona. Anche  questo, illustri Rappresentanti del popolo italiano, è un campo nel quale è richiesta la più ampia collaborazione, affinchè le responsabilità primarie dei genitori trovino  adeguati sostegni. La formazione intellettuale e l'educazione morale dei giovani rimangono le due vite fondamentali attraverso le quali, negli anni decisivi della crescita, ciascuno può mettere alla prova se stesso, allargare gli orizzonti della mente e prepararsi ad affrontare la realtà della vita.

L'uomo vive di una esistenza autenticamente umana grazie alla cultura. E' mediante la cultura che l'uomo diventa più uomo, accede più intensamente al "essere" che gli è proprio. E' chiaro, per altro, all'occhio del saggio che l'uomo conta come uomo per ciò che è più che per ciò che ha. Il valore umano della persona è in diretta ed essenziale relazione con l'essere, non con l'avere. Proprio per questo una Nazione sollecita del proprio futuo favorisce lo sviluppo della scuola in un sano clima di libertà, e non lesina gli sforzi per migliorarne la qualità, in stretta connessione con le famiglie e con tutte le componenti sociali, così come del resto avviene nella maggior parte dei Paese europei.

                                              

Gennaio 2004 Manila: giornata mondiale della famiglia

............................"Coniugi cristiani, siate "buona notizia per il terzo millennio" testimoniando con convinzione e coerenza la verità sulla famiglia. La famiglia fondata sul matrimonio è patrimonio dell'umanità, è un bene grande e sommamente apprezzabile, necessario per la vita, lo sviluppo e il fututo dei popoli. Essa, secondo il piano della creazione stabilito dal principio, è l'ambito nel quale la persona umana, fatta ad immagine e somilianza di Dio, è concepita, nasce, cresce e si sviluppa. La famiglia, quale formatrice per eccellenza di persone (FC 19-27), è indispensabile per una vera "ecologia umana" (CA, 39) ,"

Maggio 2004: 38° giornata mondiale della comunicazione.

..............................Una riflessione coscienziosa sulla dimensione etica delle comunicazioni sociali deve sfociare in iniziative pratiche, volte ad eliminare i rischi per il benessere della famiglia che i mezzi di comunicazione sociale presentano,............................

...............................Senza ricorrere alla censura, è fondamentale che le autorità pubbliche attuino delle politiche e delle procedure di regolamentazione per assicurare che i mezzi di comunicazione sociale non agiscano contro il bene della famiglia. I rappresentanti delle famiglie devono poter partecipare alla realizzazione di queste politiche....................

...............................I genitori, come primi e più importanti educatori dei lori figli, sono anche i primi a spiegare loro i mezzi di comunicazione. Sono chiamati a formare i loro figli "nell'uso moderato, critico, vigile e prudente di essi" (Familiaris Consortio, n. 76).

Quando i genitori lo fanno bene e con continuità, la vita familiare viene molto arricchita. (...) I genitori devono anche regolare l'uso dei mezzi di comunicazione a casa. Questo significa pianificare e programmare l'uso degli stessi, limitando severamente il tempo che i bambini dedicano ad essi e rendendo l'intrattenimento un'esperienza familiare, proibendo alcuni mezzi di comunicazione e, periodicamente, escludendoli tutti per lasciar spazio ad altre attività familiari. Soprattutto, i genitori devono dare ai bambini il buon esempio facendo un uso ponderato e selettivo dei mezzi di comunicazione. Spesso possono ritenere utile unirsi ad altre famiglie per studiare e discutere i problemi e le opportunità che emergono dall'uso dei mezzi di comunicazione sociale.

 

Dicembre 2005: 2° udienza per il Forum delle associazioni familiari

...........................La famiglia non è solo al cuore della vita cristiana; essa è anche il fondamento della vita sociale e civile, e per questo costituisce un capitolo centrale nell'insegnamento sociale cristiano, come ben evidenziato dal Compendio della Dottrina sociale della Chiesa (cfr. nn. 209-254) . Occorre continuamente approfondire l'intima portata personale e al tempo stesso la valenza sociale, originaria ed irrinunciabile, di quell'unione tra l'uomo e la donna che si attua nel matrimonio e che dà origine alla comunità familiare. Chi distrugge questo tessuto fondamentale dell'umana convivenza causa una ferita profonda alla società e provoca danni spesso irreparabili. Purtroppo gli attacchi al matrimonio e alla familgia si fanno ogni giorno più forti e radicali sia sul versante ideologico che sul fronte normativo (cfr. Ecclesia in Europa, 90). Il tentativo di ridurre la famiglia ad esperienza affettiva privata, socialmente irrilevante; di confondere i diritti individuali con quelli propri del nucleo familiare costituito sul vincolo del matrimonio; di equiparare le convivenze alle unioni matrimoniali; di accettare, ed in alcuni casi favorire, la soppressione di vite umane innocenti con l'aborto volontario; di snaturare il processi naturali della generazione dei figli introducendo forme artificiali di procreazione, sono solo alcuni delgi ambiti in cui è evidente il sovvertimento in atto nella società. Nessun progresso civile può derivare dalla svalutazione sociale del matrimonio e dalla perdita di rispetto per la dignità inviolabile della vita umana. Ciò che viene presentato come progresso di civiltà o conquista scientifica, in molti casi è di fatto una sconfitta per la dignità umana e per la società. La verità dell'uomo, la sua chiamata fin dal concepimento da essere accolto con amore nell'amore, non può essere sacrificata al dominio delle tecnologie e alla prevaricazione dei desideri sui diritti autentici. ................

La scienza e le tecnologie sono veramente al servizio dell'uomo solo se tutelano e promuovono tutti i soggetti umani coinvolti nel processo generativo.Lle associazioni cattoliche, assieme a tutti gli uomini di buona volontà che credono nei valori della famiglia e della vita, non possono cedere alle pressioni di una cultura che minaccia i fondamenti stessi del rispetto della vita e della promozione della famiglia tra le "forme di mobilitazione" auspicate già nella Familiaris Consortio per cui le famiglie devono crescere nella coscienza di essere  "protagoniste " della "politica familiare" e assumersi la responsabilità di trasformare la società (cfr n. 44), appare quanto mai rilevante la voce profetica per ltalia  e per l'Europa del Forum delle Associazioni Familiari. Il Forum, infatti, assolve l'importante compito, per molti aspetti inedito, di essere voce di chi non ha voce, di essere portavoce dei diritti della famiglia, a partire da quelli ricordati nella Carta dei diritti della famiglia, che è parte integrante del vostro Patto associativo, agendo così in modo del tutto nuovo ed originale nella società italiana. Grazie per quello che averte fatto in questi 10 anni e per quello che siete.

  

 

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