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ESSERE GENITORI
Un'identità da vivere in due
Indice
I fattori
costitutivi del rapporto.
Giovanna Capolongo
Genitori e figli:
come esser autorevoli nel processo educativo.
Eugenia Scabini
L'adolescente in
famiglia.
Anna Marazza
La funzione della
madre e del padre.
Mario Binasco
Brani tratti dalla
relazione Genitori e figli di Eugenia Scabini
................il
genitore è figura autorevole se non è dispensatore di facili ed immediate
risposte (che saturano i bisogni), ma, attraverso la cura amorosa, della
vita quotidiana, sa mantenere vivo l'orizzonte di una domanda grande di
senso.
..........."Che cosa si chiederà, quale sarà il suo
destino ?"
La funzione del genitore non è tanto di essere esperto
nella cosa a,b,c,d,e ma quella di consentire che questa domanda possa vivere
e possa vivere senza paura Perchè questa è la stessa domanda che ci poniamo
noi. Che cosa facciamo spesso? Siccome la domanda del senso della vita ha
una parte di pena e di incertezza, allora noi lariduciamo, ci accontentiamo.
Non dobbiamo accontentarci, lo scopo del genitore non è quello di
accontentare i figli, ma di sostenerli con la speranza. La funzione dei
genitori è quella di dire: "Ma tu sei importante; tu sei stato voluto c'è un
senso grande, dai, vai avanti; su ,non mollare; tenta, osa, prosegui; c'è un
po di pena, ma la pena serve per raggiungere lo scopo, non ridurre lo
scopo". E anche la regola, e la limitazione è in questa linea: " Se non ti
metto questo limite tu non mantieni vivo il desiderio".
Ma ci sono alcune condizioni perchè il genitore sia in
grado di fare ciò. perchè il genitore sia autorevole occorre a) che i figli
non siano il senso della sua vita e b) che i figli non siano concepiti come
proprietà. I figli sono la cosa più importante che abbiamo, ma se loro sono
il senso della nostra vita è la fine per noi e per loro. Il genitore non è
il senso della vita per un figlio e il figlio non è il senso della vita del
genitore. Il senso della vita li contiene entrambi e li trascende. Noi
dobbiamo indurli al senso della vita, e la ricerca del senso della vita è
ciò che accomuna figli e genitori. Solo con questo atteggiamneto un genitore
riesce a trovare un luogo di pace e anon sentirsi schiacciato da un compito
che altrimenti gli parrebbe troppo grande e peer il quale è così facile
sentirsi inadeguato. Questo atteggiamento può consentire così di vivere il
"rischio educativo". Rischio vuol dire che tu puoi fare di tutto ma l'esito
finale non dipende solo da te. C'è anche un aspetto di rischio
nell'educazione che devi mettere in conto. I figli non sono il tuo prodotto
e non sono tua proprietà.
...............Il figlio concepito come nuova generazione
aiuta ad allargare l'orizzonte. Impegnati alla sua cresita sono, in grado
diverso tutti gli adulti (i nonni, gli amici, gli insegnanti). Ci vuole un
villaggio per far crescere un bambino diceva un vecchio proverbio. Oggi a
crescere i bambini sono impegnate quasi solo le donne.
Ecco quindi il compito.
Per i genitori: maggiore corresponsabilità. Madri e padri
(sottolineo padri, troppo spesso assenti) si devono aiutare l'un l'altro, si
devono confrontare e sostenere nel comune compito educativo.
Le famiglie tra
di loro: creare occasioni di vita insieme, in modoc he lo sguardo paterno e
materno sia rivolto non solo ai propri figli, e che i genitori tra loro si
aiutino, specie quando, non infrequentemente, insorgono difficoltà. E' così
facilenegare ed evitare. Più duro, ma così più vero è aiutarsi ad affrontare
la realtà in tutti i suoi aspetti, anche quelli meno piacevoli.
Ad esempio c'è
bisogno dell'aiuto di uno psicologo? Perchè tergiversare? Perchè non curare
il rapporto della famiglia con la scuola?
Sapersi fidare di
altri che hanno in consegna i bambini, collaborare attivamente con loro è
indispensabile.
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