Bioetica

Una testimonianza di fronte alle già finite polemiche contro la teorizzazione dell’infanticidio

E’ possibile eliminare una vita solo perchè non ha la consapevolezza di cosa voglia dire esserne privata?

E’ questo il punto di partenza dell’articolo medico che teorizza l’infanticidio come equivalente all’aborto finchè il neonato è inconsapevole di sé. Tanto scalpore e poi subito silenzio.

Non vogliamo lasciar cadere l’argomento, per questo vi segnaliamo questo articolo di Tracce, con la bellissima testimonianza di una scrittrice, ma soprattutto di una mamma:

Mia figlia mi costringe a dire che non so

Un incontro al Cof Lanzo Hospital con mons. Angelo Riva sugli stati vegetativi

Monsignor Angelo Riva, esperto di bioetica e docente di teologia morale al Seminario vescovile di Como , ha tenuto alla Clinica ortopedica e fisiatrica di Lanzo d’Intelvi(Como) un incontro sulle problematiche degli stati vegetativi con l’equipe medica dell’Unità Operativa di Riabilitazione II guidata dalla dottoressa Maria Pisani. Una ventina in tutto i presenti all’iniziativa tra cui il dr. Gino Tassini, direttore sanitario del Cof Lanzo hospital, il dr. Gabriele Trioni, responsabile dei servizi sanitari, le caposala suor Cristina e suor Giacomina e i fisioterapisti. Questo momento di approfondimento è nato dalla necessità di un confronto e di un aggiornamento in aiuto alle decisioni più difficili che riguardano  i momenti di fine vita del paziente già in stato vegetativo con un percorso quotidiano complesso. <<L’incontro con monsignor Angelo Riva si è rivelato particolarmente illuminante e utile- dice il primario  Maria Pisani-  nel chiarire diversi principi etici e morali, il significato della dignità della vita e della morte,  il concetto di proporzionalità delle cure del medico al paziente rispetto al quadro clinico, la differenza tra curare e accudire, tra la terapia dovuta e l’accanimento. Un supporto etico è di notevole aiuto al medico messo di fronte alla responsabilità di scelte terapeutiche da adottare

Le ragioni della scienza

Anche la ricerca scientifica dà sempre più ragione a chi sostiene l’inviolabilità della vita. Sono sempre più i successi che gli studi sulle cellule staminali adulte stanno portando avanti nella cura di diverse malattie, mostrando come non sia così indispensabile l’uso delle staminali embrionali (di cui nessuno nega la potenzialità, ma uccidere qualcuno per capire come salvare altri non è mai giusto). A Roma un convegno internazionale mira a fare il punto della situazione

Se il coniuge cambia sesso

Sui giornali esce la notizia dell’ultimo scandalo dell’Italia oscurantista: marito cambia sesso e viene costretto a divorziare… ma non dalla moglie, dai giudici. Per i dettagli leggete l’articolo su Il Giornale del 17 giugno 2011

Sembra proprio che la legge italiana porti in sé contraddizioni non banali: da un lato non si può contrarre matrimonio tra persone dello stesso sesso, dall’altro la legge sul divorzio permette che un matrimonio non si sciolga se un coniuge cambia sesso e all’altro non interessa separarsi.

Quale legge ha ragione?

Noi confidiamo che si ascolti la prima, che prende spunto direttamente dalla nostra Costituzione (difesa solo quando fa comodo!) che vede il matrimonio come l’unione tra un uomo e una donna.

Non perché abbiamo qualcosa contro ai coniugi che hanno suscitato la bagarre, i loro motivi non li conosciamo e non li giudichiamo. Ma perché la loro unione non ha più le caratteristiche che contraddistinguono il matrimonio.

Il fatto è che un tale precedente, creerebbe dei matrimoni omosessuali de facto…. e si sa tali precedenti, possono diventare sempre una possibilità per scardinare l’impianto familiare su cui è stato fondato il nostro Paese

La pillola del quinto giorno è comunque sempre un aborto

La pillola dei 5 giorni dopo è l’ennesimo tentativo di far passare l’aborto sotto mentite spoglie. Leggete i dettagli in questo articolo di Avvenire del 17 giugno 2011

Articoli relativi al disegno di legge sulla Dichiarazione Anticipata di Trattamento

Per chi vuole approfondire il dibattito in corso e le ragioni di tale legge:

Avvenire 4 marzo 2011

Marco Casini su Il Foglio del 4 marzo

Entro l’11 marzo arriva la legge sulla DAT (Dichiarazione Anticipata di Trattamento)

Sta arrivando a conclusione del lungo iter parlamentare (prima approvazione in Senato nel 2009) il disegno di legge spesso denominato “legge sul fine vita”. Si tratta in realtà di una regolamentazione sui trattamenti terapeutici nel caso di pazienti che non siano più in grado di decidere se accettarli o meno.  La legge si pone a tutelare, in mancanza di una legislazione chiara che lascia ampio margine di azione alle sentenze delle magistrature, la vita dei malati.

I punti salienti del ddl sono: inviolabilità della vita anche al suo termine e divieto di eutanasia, durata quinquennale della DAT, la DAT non è vincolante per il medico che ritenga esistano alternative alla sospensione di ogni cura ed esclusione di nutrizione e idratazione da quanto regolabile dalla DAT

Per approfondire l’argomento leggete l’articolo del Sottosegretario alla Salute Eugenia Rocella su Avvenire del 1° marzo 2011

Discorso del Santo Padre all’Accademia Pontificia per la Vita

Il 26 febbraio, parlando all’Accademia Pontificia per la Vita il Papa è tornato sul tema dell’aborto e dei consultori chiedendo di abbandonare l’inganno dell’aborto terapeutico e di sostenere maggiormente le donne che devono affrontare gravidanze anche difficili.

Dice il santo Padre: “I medici, in particolare, non possono venire meno al grave compito di difendere dall’inganno la coscienza di molte donne che pensano di trovare nell’aborto la soluzione a difficoltà familiari, economiche, sociali, o a problemi di salute del loro bambino. Specialmente in quest’ultima situazione, la donna viene spesso convinta, a volte dagli stessi medici, che l’aborto rappresenta non solo una scelta moralmente lecita, ma persino un doveroso atto “terapeutico” per evitare sofferenze al bambino e alla sua famiglia, e un “ingiusto” peso alla società. Su uno sfondo culturale caratterizzato dall’eclissi del senso della vita, in cui si è molto attenuata la comune percezione della gravità morale dell’aborto e di altre forme di attentati contro la vita umana, si richiede ai medici una speciale fortezza per continuare ad affermare che l’aborto non risolve nulla, ma uccide il bambino, distrugge la donna e acceca la coscienza del padre del bambino, rovinando, spesso, la vita famigliare.

Potete trovare il discorso integrale su Avvenire

Legge sul fine vita vs legge pro eutanasia

Continua il dibattito sulla legge sul fine vita che verrà presentata alla Camera, dopo l’approvazione in Senato di 1 anno fa. Dopo il parere di politici, esperti, medici ecco che dice la sua anche Saviano: ma a che titolo? Forse a titolo del pensatore illuminato che da scrittore contro la mafia è passato a “guru della sinistra iper laicista” come lo definisce Margherita De Bac sul Corriere della Sera

Potete trovare approfondimenti interessanti su Avvenire di oggi

Proposte di legge per la “Riforma dei consultori familiari”

Benedetto XVI, nel suo recente discorso agli amministratori regionali, ha auspicato che i consultori siano in condizione di aiutare le donne a superare le cause che possono indurre ad interrompere la gravidanza.

In questa prospettiva si sta muovendo l’impegno della Confederazione dei consultori di Ispirazione cristiana volto ad un rinnovamento profondo che tenga conto di quattro presupposti: prevenzione, accoglienza, formazione, integrazione della competenze.

Da parte sua l’onorevole Olimpia Tarzia* (presidente della commissione scuola ed università della regione Lazio) ha presentato nella sua regione una proposta di legge sulla “Riforma dei consultori familiari”. Attualmente la Commissione politiche sociali della regione Lazio sta entrando nel vivo dell’esame dell’articolato della legge.

Tale proposta si sviluppa attraverso alcuni punti imprescindibili:

–          restituire ai consultori pubblici il ruolo di servizio alla famiglia, alla persona, alla coppia, al minore, facendoli rientrare nei livelli essenziali dell’assistenza sociale, oltre che sanitaria.

–          I consultori devono tornare ad essere anche il luogo di accoglienza della donna in difficoltà perchè possa essere libera di non abortire. E’ quindi prevista, nelle strutture, un’équipe multidisciplinare che sappia affrontare e cerchi di risolvere le problematiche di ogni utente.

–          Nei consultori devono quindi essere garantite anche le informazioni sui servizi, sugli strumenti di sostegno pubblici e privati e sui luoghi di accoglienza destinati alle gestanti e alle ragazze madri in difficoltà al fine di sostenere le donne lasciate sole di fronte ad una maternità difficile o inattesa e per offrire loro quella tutela che consenta la libertà di non abortire.

–          Il consultorio avrà poi il compito obbligatorio, in occasione del colloquio con la donna, di contribuire a far superare le cause che potrebbero indurla all’aborto anche attraverso un sostegno economico.

–          Ai consultori spetterà inoltre il compito di esaminare le possibili soluzioni dei problemi e di offrire altrenative all’aborto.

–          La proposta riconosce ai consultori del volontariato e delle associazioni pro-vita la stessa dignità di quelli pubblici, attraverso un sistema di accreditamenti.

Olimpia Tarzia sta inoltre lavorando per coalizzare il mondo dell’associazionismo cattolico e tutte le forze di “buona volontà” (regionali e nazionali) per raggiungere l’obbiettivo sopra citato.

Nel contempo è maturata in tutta Italia l’esigenza che anche i consultori pubblici diventino quella realtà articolata in grado di essere un reale servizio alla famiglia e alla vita.  Per questo motivo anche altre regioni si stanno muovendo in questa direzione.

In Lombardia, per esempio, è iniziato un percorso di riforma dei consultori che si sta ancora sviluppando. Per il sostegno della famiglia e la tutela della vita il piano sanitario regionale, approvato prima di Natale, prevede la sperimentazione di alcuni contenuti della riforma in due consultori che saranno individuati in ogni ASL entro febbraio.

Alla fine dell’anno la sperimentazione sarà estesa a tutto il territorio regionale.

Nelle Marche c’è stato un segnale positivo sulla strada di una riforma dei consultori quando è stata approvata una mozione a favore della applicazione della parte preventiva della legge 194.

In Toscana è stato stipulato un accordo, tra l’assessorato alla salute ed il Forum, per il sostegno dell’accompagnamento all’adozione e all’affido.

Il Forum nazionale delle associazioni familiari, da parte sua, è al lavoro sulle proposte di riforma già in esame, per arrivare ad un testo che sarà adottato come base dai vari Forum regionali.

Inoltre alla Camera, in commissione Affari Sociali, giace dall’aprile 2008, la proposta di legge di riforma nazionale presentata dai deputati UDC Luisa Santolini e Luca Volonté che tra l’altro mira ad escludere i consultori dagli atti sanitari relativi all’aborto.

Si puo’ ben sperare che questo brulicare di iniziative, al di là delle campagne mediatiche sfavorevoli che però contano piccoli numeri, raggiunga alla fine l’obbiettivo di ristabilire la giusta considerazione riguardo alla famiglia e alla vita.

* Olimpia Tarzia è impegnata da molti anni in difesa della vita ed  è, fra l’altro, anche vicepresidente della Conferenza dei consultori familiari di impostazione cristiana e membro della commissione welfare del Forum nazionale delle associazioni familiari nonché cofondatrice del Movimento per la vita.

Spazio alla vita

Dopo le polemiche, finalmente spazio alla vita! Avvenire del 1° dicembre, regala una carrellata di 4 pagine di testimonianze molto belle. Leggete qui

L’Anci sfida il Governo

Dopo l’intervento di tre ministeri a dichiarare nulli i registri del testamento biologico istituiti dal Comune di Torino, l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) sostiene che la competenza di istituire tali registri sia dei Comuni, ma ecco il parere di alcuni giuristi che confermano l’inutilità di tali registri finché non esiste una legge in materia di fine vita, addirittura si prospetta una violazione del principio di legalità per l’uso di soldi pubblici per una cosa che non compete ai comuni. Leggete l’articolo di Avvenire

Fazio – Saviano – Serra: fino all’indifendibile!

Continua imperterrita il suo cammino la trasmissione dei prepotenti! Non solo si dà spazio a una sola campana, ma ci si offende se l’altra chiede di parlare. Sì perché i familiari di chi vuole vivere “a oltranza” (Serra) che nella loro scelta hanno tutti i vantaggi e la libertà di questo mondo non dovrebbero erigersi contro quei poveretti come Welby ed Englaro che hanno dovuto lottare contro tutti per essere ascoltati!

L’ultima indifendibile affermazione è che questi genitori chiedendo pari opportunità a “Vieni via con me” ledono la libertà di espressione degli autori e la libertà di scegliere del pubblico!

Davvero alla prepotenza non c’è limite! Si perché se a chiedere di poter ribattere è un ministro (che è più potente!) glielo si concede, e poi ci si sfoga negando la possibilità a chi di potere proprio non ne ha!

Ecco un po’ di link interessanti per approfondire la questione…. e un piccolo consiglio: quando c’è Vieni via con me: CAMBIATE CANALE!

Fazio – Saviano: parlare di eutanasia, senza avere nemmeno il coraggio di nominarla

La trasmissione Vieni via con me fa ascolti altissimi, ma offende tutti coloro che non desiderano “staccare la spina”, perché ritengono le loro vite degne di essere vissute. Leggete questi articoli di Avvenire

Si può vivere nascendo a 22 settimane

leggete su Il Riformista la bella testimonianza del dottor Mario De Curtis e Angelica, per capire come i progressi della scienza permettono al 30% dei bimbi di 23 settimane di sopravvivere e danno chances anche ai più piccolini, quelli di 22 settimane. emerge quindi che tentare il tutto per tutto per questi angeli prematuri non sia accanimento terapeutico, e che la scienza debba intervenire a cambiare la legislazione italiana in merito di aborto, abbassando il limite da 24 a 22 settimane.

L’Europa ha sconfitto gli abortisti!

Aveva iniziato Vendola, presidente della Regione Puglia, a legalizzare la discriminazione dei medici obiettori di coscienza dai consultori (mai codificata, ma spesso a tutti gli effetti presente in molte regioni) e ora l’Europa difende il diritto di medici di fare obiezione di coscienza, con un’ampiezza di significato maggiore di quanto sperato!

Leggete l’articolo di Renato Farina su ilsussidiario.net

Legge 40

Un altro attacco alla legge 40, contro la vita in nome della non discriminazione… concetto che nella Costituzione non esiste!

di seguito la pagina di Avvenire del 7 ottobre che tratta l’argomento:

“È vita” Avvenire 7 ottobre 2010