Lavoro e conciliazione familiare

DUE PROPOSTE LOW-COST

Da troppo tempo si sente l’obiezione che le politiche per le famiglie sono un onere che lo Stato fa fatica ad accollarsi, adesso poi che la crisi continua a “costringere” Tremonti a far tirar la cinghia a tutti con gli stupendi tagli lineari che tutti sappiamo, figurarsi se le famiglie si devono aspettare qualcosa dal Governo. Eppure il SideF avanza ancora proposte! Non perché siamo cocciuti e non capiamo la contingenza, ma perché sappiamo far di conto! E fare qualcosa per sostenere le famiglie e le imprese, senza per questo prospettare il fallimento dell’Erario, c’è!

le nostre proposte (la defiscalizzazione delle azioni di welfare portate avanti dalle aziende e il sostegno alla costituzione di reti aziendali territoriali) sono state pubblicate da Ilsussidiario.net, ecco il link per trovare la versione integrale delle proposte del dott. Davide Rosati, il nostro esperto in tema conciliazione famiglia-lavoro (che potete trovare anche nell’area stampa del nostro sito).

LETTERA AL DIRETTORE DELL’INTERGRUPPO DELLA SUSSIDIARIETA’

di seguito riportiamo la versione integrale che la nostra presidente ha inviato all’intergruppo per la sussidiarietà:

Il SINDACATO DELLE FAMIGLIE propone la defiscalizzazione del Welfare Aziendale Come  agevolare le politiche fiscali in tema di  conciliazione famiglia lavoro.

Il Sindacato delle Famiglie – associazione Onlus iscritta alla Compagnia delle Opere da sempre impegnata sul fronte della difesa e della promozione della famiglia intesa come soggetto sociale-  ha sottoposto  all’ “Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà“ la proposta di estendere l’attuale normativa di defiscalizzazione degli asili nido aziendali a tutti gli interventi di welfare aziendale e di conciliazione famiglia-lavoro . Ci auspichiamo che attraverso un’azione bipartisan la nostra proposta possa essere inserita all’interno della riforma fiscale all’esame del Governo.

In un paese in cui i servizi di conciliazione tra famiglia e lavoro stentano a decollare, oggi i segnali più significativi arrivano prevalentemente dalle Grandi Imprese: queste iniziative sono l’esito di una evoluzione culturale per cui un collaboratore non è più definito asetticamente in base al suo indice di  produttività  ma viene considerato nell’insieme delle sue relazioni costitutive, cioè la sua famiglia. E’ evidente che se un collaboratore trova nella sua azienda un partner nella soluzione dei suoi problemi di conciliazione tra famiglia / vita privata / lavoro, questa alleanza genera inevitabilmente un legame ancora più forte, con ritorni economici e sociali positivi per entrambi.

E’ convinzione della nostra associazione che una agevolazione del genere sarebbe la scelta ottimale per promuovere la diffusione di queste buone prassi anche a livello delle piccole e medie imprese (che costituiscono circa il 90% del tessuto imprenditoriale nazionale!).

La proposta del SIDEF è dunque quella di modificare l’Art. 51, comma 2, par. f-bis del TUIR (in cui si dichiara che non contribuiscono a formare reddito le somme erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per frequenza di asili nido e di colonie climatiche da parte dei familiari indicati nell’articolo 13 ,nonché per borse di studio a favore dei medesimi familiari ) inserendo tutte le iniziative di Welfare Aziendale che una impresa adotta per agevolare i propri dipendenti. Tale proposta consente all’impresa di dedurre dal compenso lordo del dipendente il costo di questi benefits erogati sotto forma di servizi, al dipendente di aumentare il reddito disponibile per la propria famiglia. Decurtare parte del costo di questi servizi dalla retribuzione lorda e non più dalla retribuzione netta, permetterebbe  alle famiglie un maggiore disponibilità del prelievo fiscale e contributivo/previdenziale.

Tale agevolazione rappresenterebbe il giusto stimolo per la diffusione di reti territoriali di Welfare Aziendale e Inter-aziendale, ponendo così le basi per un nuovo modo di concepire il rapporto tra l’ente pubblico e le imprese, creando “Alleanze per la Famiglia” dove il costo degli interventi non sono più solo a carico degli enti locali ma di tutti e tre i soggetti portatori di interesse: famiglie, imprese, enti locali.

In altri termini si potrebbe avviare quel principio di sussidiarietà circolare in grado di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi, sollevando gli enti locali dall’eccessivo peso che questi rappresentano per il proprio bilancio.

Sindacato delle Famiglie onlus

Il congedo parentale inizia quando il figlio arriva a casa

Cambiano le regole per il congedo parentale obbligatorio epr le mamme di figli nati prematuri. Avvenire 8 aprile 2011

Il Sidef al tavolo della Regione Lombardia sul tema della conciliazione

Ecco la proposta del Sidef alla Regione Lombardia per un progetto di rete territoriale che ottimizzi i servizi di conciliazione lavoro  famiglia

In Gran Bretagna possono stare a casa i papà

In Gran Bretagna cambia il congedo parentale: 10 mesi con stipendio a scalare al papà o alla mamma che sta a casa a  curare i figli. chi sta a casa, lo decide la famiglia! Leggete l’articolo di Fabio Cavalera su Il Corriere della Sera

Zamagni e il paradosso della felicità

Nel 1974 un professore della California teorizzò il paradosso della Felicità, in cui studiava la relazione tra benessere economico e felicità. Parte da questo spunto il professor Zamagni per chiedere sempre maggiore attenzione alla conciliazione lavoro – famiglia, perché la felicità nasce nelle relazioni e non semplicemente nel reddito. Leggete l’articolo di Renata Maderna su Famiglia Cristiana

Ue, voto per mamma e papà: congedi più lunghi per i figli

Mercoledì prossimo a Strasburgo il Parlamento Europeo voterà la proposta della socialista portoghese Edite Estrela, per l’aumento del periodo di maternità a 20 settimane e l’introduzione di 2 settimane di astensione lavorativa per i neo-papà, tutto a stipendio pieno.

Per saperne di più leggete l’articolo di Cristina Marconi su Avvenire del 17 ottobre 2010

Perché se non sei nata in Norvegia non puoi fare figli?

28 settembre 2010

Per le donne italiane sarebbe meglio essere nate in Norvegia. O almeno così è secondo Riccardo Iacona, che nella puntata di “Presadiretta” intitolata “Senza donne” di domenica scorsa ha fornito un eloquente ritratto della latitanza italiana delle donne dai posti di potere in politica, sul lavoro e in generale nella vita pubblica, accostandola al ruolo da protagonista che al gentil sesso sembra essere riservato nel paese nordico.

Leggi il resto dell’articolo di Paola Liberace su il sussidiario.net

Quale politica per le famiglie?

Al Meeting di Rimini, la nostra presidente, Dott.ssa Caterina Tartaglione, ha partecipato come relatrice all’incontro del 27 agosto “QUALE POLITICA PER LA FAMIGLIA? Le prospettive del welfare locale

di seguito potete accedere all’intervento in versione integrale:
Quali politiche per la famiglia?

Conciliazione Lavoro - Famiglia: alcune proposte

Il SideF è stato invitato a parlare di fisco e conciliazione lavoro-famiglia alle Giornate della famiglia di Chioggia.

Ecco la presentazione esposta dal dott. Davide Rosati con le proposte del SideF in tema  Conciliazione Famiglia – Lavoro

Lavoro versus famiglia: oggi come allora

Dal I^ Convegno Nazionale “Famiglia & Lavoro” del 1983

“… il funzionamento  del mercato del lavoro

non appare comprensibile

prescindendo dall’unità della famiglia…”

(Prof. Marco Martini)

Dal Convegno “Famiglia & Lavoro” – La possibile conciliazione” del 2009

“…Stato e mercato devono imparare a riconoscere la famiglia

come attore sociale a pieno titolo, dotato di un suo

proprio codice di funzionamento, affinché la conciliazione

fra famiglia  e lavoro valorizzi finalmente le rispettive funzioni…..”

(Dott. Ivo Colozzi)

“…La relazione famiglia – lavoro ha bisogno di eliminare

la conflittualità introducendo il concetto di sussidiarietà

in cui lavoro e famiglia vivono una reciproca valorizzazione..”

(Dott.ssa Caterina Tartaglione, Presidente Sidef)

Molti anni sono passati ma il rapporto famiglia/lavoro

continua a minare la stabilità delle relazioni familiari.

Costante è l’impegno del Sidef verso una reale conciliazione familiare.