Teleraccomando

TELERACCOMANDO

(a cura di Luisa Visconti)

La pubblicità ha un’importanza grandissima perché passa in modo indolore immagini di relazioni educative. Dobbiamo aiutarci. Segnalateci gli spot che pensate non aiutino le relazioni familiari, con un breve commento, inviando un’email a sidef@sindacatodellefamiglie.it o lasciandoci un commento in questa sezione

SEGNALATI DA VOI

Scrivo per segnalare lo spot pubblicitario che ha per oggetto la lotta all’AIDS e che va in onda in questo periodo sulle reti nazionali. Viene propagandato come unico strumento di prevenzione il profi lattico e tra gli interessati compaiono anche coppie omosessuali in atteggiamenti “affettuosi”. Il tutto in orari in cui tra il pubblico possono esserci bambini e con
il patrocinio del Ministero della Salute. Come cittadina protesto per l’assoluta mancanza di rispetto della sensibilità dei minori eventualmente esposti a tali messaggi ed anche per la parzialità dell’informazione. Infatti, nei Paesi più interessati dal fenomeno del contagio AIDS, un’attenta osservazione e rilevazione mi pare proprio che indichi nella continenza e
nella fedeltà sessuale l’unico vero rimedio. Ma dobbiamo proprio sopportare senza poter fare nulla queste invasioni domestiche contrarie ai principi educativi ed etici di molti?
Lettera firmata

***                      ***                      ***

In questo momento storico la famiglia è di fronte ad una grande sfida: come riuscire a mantenere saldi dei principi educativi in un ambiente culturale in cui al centro dell’attenzione e dei messaggi mediali viene posto l’individuo, uomo senza legami, invece che la persona e la famiglia. L’esito di questa posizione la vediamo in modo eclatante nell’atteggiamento dei bambini nella vita di tutti i giorni e nella debolezza di posizione degli adulti.

Gli spot pubblicitari rivelano e cavalcano questa situazione mandando messaggi inquietanti e distruttivi per il compito genitoriale.

E’ esemplificativo lo spot della Vodafone in onda qualche tempo fa e poi, fortunatamente, tolto a seguito delle numerose proteste. Lo spot presentava un bambino che disfava la casa, rompeva tutto, usava le cose in modo improprio, disegnava sui muri. E i genitori?  Non c’erano. Quando finalmente arrivano lo sguardo di giudizio attraversa i loro occhi in modo timido e per la frazione di un lampo, è subito sostituito dallo sguardo tenero al vedere il disegno della famiglia sul muro. Forse vivevano il senso di colpa di lasciarlo solo? Ma quanti genitori vivono lo stesso senso di colpa perché vanno a lavorare? Il bambino invece, a braccia conserte, ha uno sguardo di sfida e di richiesta: è lui in posizione genitoriale.

Spot come questi sono deleteri per la famiglia, perché incoraggiano i genitori ad abdicare alla funzione educativa che è guida e giudizio, oltre che amore.